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Discariche, il Parco attacca Paladino


21-06-2008

La provocazione lanciata dall’assessore provinciale all’Ambiente, Angelo Paladino (nella foto accanto) provoca la reazione dei vertici del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. In una lunga nota il Parco contesta, una ad una, le affermazioni dell’assessore provinciale, a cominciare dalle quaranta discarica (in alto una abusiva sul fiume Mingardo) non sicure esistenti all’interno del territorio del Parco. «Può darsi pure che le discariche non siano sicure, come sostiene l’assessore - si legge nella nota - ma controllarne la sicurezza non compete all’Ente Parco. Del resto, è lo stesso assessore Paladino a riconoscere che la bonifica di queste discariche compete al Commissariato straordinario». E sull’uso dei 125 milioni di euro, che dovrebbero essere nella disponibilità delle casse del Parco e tirati in ballo da Paladino per operare, arriva l’affondo polemico e il Parco precisa: «Chi, come e quanto spendere non lo decide né il Parco, né l’assessore Paladino: lo decidono le norme vigenti. Tutti i soldi che in questi ultimi anni l’Ente ha gestito per conto della Regione, erano comunque vincolati alla realizzazione di opere ben definite e precedentemente programmate di concerto con i Comuni, le Comunità montane, le Sovrintendenze. Al contrario di quanto l’assessore infondatamente sostiene, i fondi non restano fermi ed inutilizzati: essi, con encomiabile efficienza, sono stati già spesi nella maggior parte. Il vero delitto è che un assessore provinciale propaghi notizie così infondate». Il tono della polemica non lascia spazio a dubbi. Fra l’assessore e il Parco Nazionale è oramai scontro aperto e la reazione del Parco non si ferma alla polemica. Sulle vicende delle ispezioni il Parco Nazionale rimanda Paladino ai controlli del Corpo Forestale dello Stato: «L’Ente esercita funzioni ispettive tramite il Corpo Forestale. Se l’assessore ha ulteriori denunzie da fare, non ha che da rivolgersi al Corpo Forestale dello Stato» e sui depuratori la nota è ancora più pungente: «L’assessore addebita all’Ente l’attuale inesistenza di impianti di depurazione. Anche in questo caso sorprende che un assessore, per di più ex sindaco, non sappia che la competenza dei depuratori spetta ai Comuni e non al Parco». Insomma le accuse dell’assessore provinciale all’Ambiente proprio non vanno giù ai vertici del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano fino a definire l’assessore affetto da delirio di onnipotenza sulla vicenda delle discariche lasciate solo alla gestione dei sindaci. «Sempre ignorando le norme vigenti - chiude la nota del Parco - è bene avvertire l’assessore, affetto da un delirio di onnipotenza, che tutte queste funzioni non è lui ad assegnarle, ma lo Stato. Attualmente esse non sono assegnate al Parco, ma se lo fossero, l’Ente saprebbe bene come esercitarle». Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio il Parco Nazionale sembra proprio averlo fugato definitivamente. Fra i vertici dell’Ente ambientale e l’assessore provinciale è oramai guerra aperta e siamo soltanto alle battute iniziali.

DOMENICO BARBATI

tratto da: www.ilmattino.it



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