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Questo processo non s'ha da fare!!!


20-06-2008

20-06-2008

SOSPENSIONE DEI PROCESSI? CI SONO ANCHE QUELLI CHE NON INIZIANO MAI, PER FORTUNA DI ALCUNI

“QUESTO PROCESSO NON S’HA DA FARE” - SEMBRA DI SENTIRE ESCLAMARE UN PERSONAGGIO DI MANZONIANA MEMORIA.

 

La storia della strada-autostrada a 1100 metri sul livello del mare in piena zona 1 del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano la conoscono tutti, ormai. Il 18 Agosto del 2006 mezzi cingolati venivano portati all’interno del territorio di Monte San Giacomo per sventrare una montagna e per ricavare una comoda strada per arrivare ad un casolare da ristrutturare da parte di un privato, in una zona bellissima ai piedi del Monte Cervati. E, anche se sembra che, a memoria d’uomo, in quel posto non v’era alcuna strada, ecco che qualcuno pensa che in demanio pubblico si può autorizzare un privato benefattore a fare quello che non avrebbe potuto fare nemmeno nel suo proprio terreno.

 

Subito intervenivano esponenti dell’amministrazione locale sulla stampa, dopo che la questione risaltò su alcune testate giornalistiche, per dire che tutto era in regola e che chi strillava per lo scempio ambientale era un millantatore. Della serie: la verità ufficiale siamo noi! Il resto taccia, così come si vede succedere spesso da ultimo in questi luoghi. I giornalisti? Da imbavagliare!

 

Tuttavia, a dimostrazione che nulla era in regola, vi è stato il sequestro del cantiere (di ben due cantieri!) da parte della magistratura, opportunamente sollecitata da una nostra denuncia e da quella del “Comitato 18 Agosto di Monte San Giacomo”, il cui presidente è Caporrino Pietro. Infatti, i benefattori con le ruspe erano tornati alla carica a Settembre, forti del consenso degli amministratori locali, si immagina, i quali andavano affermando che il fatto che i lavori fossero ripresi era indice che tutto è in regola. Per evitare ulteriori danni alla natura abbiamo allora fatto ricorso alla magistratura, denunciando il fatto lo stesso Settembre 2006.

 

E adesso il procedimento giudiziario. Tre rinvii a giudizio: per il committente, il direttore dei lavori e la ditta appaltante. Non ci interessa fare i nomi: è il fatto che conta e il modo in cui vengono affrontati tali problemi localmente. Secondo il nostro avviso, qualcuno mancava nella lista dei rinviati a giudizio; tuttavia, eravamo fiduciosi nella celebrazione del processo. Prima udienza fissata il giorno 09 Gennaio 2008. Arriva Gennaio, ma un difetto di notifica ad uno degli imputati fa saltare l’udienza. Rinvio al 10 Giugno 2008. Arriva Giugno e, incredibilmente, un motivo simile fa saltare anche questa udienza, rinviata adesso al prossimo 12 Novembre 2008: i benefattori con le ruspe, così, hanno guadagnato circa un anno di tempo. Il decreto di citazione da notificare allo stesso imputato, 60 giorni prima dell’udienza, secondo quanto prevede la legge, è stato notificato solo 59 giorni prima dello scorso 10 Giugno. Ecco come vanno le cose: il processo non è ancora iniziato! Una sospensione de facto? Così sembrerebbe! Un anno guadagnato.

 

Quello che un cittadino si chiede, tuttavia, è se questo sia solo frutto di una cattiva organizzazione dell’ufficio notifiche (fatto di per sé già molto grave), o se i problemi siano di altra natura. Ma, come ci insegnava Russell, è difficile indurre un controllo sul controllore, così come è difficile che un altro barbiere possa fare la barba all’unico barbiere di questa malandata e ormai decadente vallata.

Dott. Roberto De Luca

Sede CODACONS di Sala Consilina



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