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La valle delle orchidee...difficile da "digerire" per i contribuenti...


09-06-2008

 

   UN ANNO E’ PASSATO DA QUANDO AVEVAMO CHIESTO ACCESSO AGLI ATTI: VOLEVAMO CONOSCERE GLI IMPORTI RELATIVI ALLA MANIFESTAZIONE “LA VALLE DELLE ORCHIDEE”. CHIEDEVAMO: QUANTO COSTA AL CITTADINO?

   OGGI LEGGIAMO CHE UNA FORTE POLEMICA SI È INNESCATA A CAUSA DELLA PRESENTAZIONE IN TV DEL MENÙ DELLE ORCHIDEE. IL GIROS (Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee) LANCIA L’ALLARME: NON MANGIATE LE ORCHIDEE!!! NOI RIBADIAMO: NON MANGIATE (NON SOLO LE ORCHIEDEE) A SPESE DEL CONTRIBUENTE!!!

 

La rubrica del TG1 delle 13,30 “Terra e Sapori”, andata in onda il 16 maggio 2008, ha suscitato un’ondata di polemiche e proteste. Che cosa è successo? L’amministrazione del Comune di Sassano, paese rientrante in parte nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, ha proposto un “menù a base di orchidee” per pubblicizzare, si immagina, la manifestazione annuale “la Valle delle Orchidee”, che si tiene proprio a Sassano, in Maggio. Come associazione siamo stati sempre polemici rispetto a questa manifestazione, non tanto per il valore in sé dell’iniziativa, che è encomiabile dal punto di vista naturalistico, ma per il modo in cui si vuole trasmettere il messaggio ambientalista. Infatti, molte volte in questa manifestazione si è pensato che “offrendo” degustazioni gratuite (a spesa dei contribuenti!) si potesse rilanciare il flusso turistico sul territorio. Purtroppo, Sassano non ha strutture ricettive. Un albergo di medio-grandi dimensioni è tuttavia presente sul territorio del comune di Monte San Giacomo. Tuttavia, da voci che raccogliamo in giro e che sembrano abbiano qualche fondamento, sembra si siano chiesti finanziamenti alla Regione Campania per organizzare l’accoglienza nella principesca villa del vice-sindaco di Sassano, una vera e propria CASA BIANCA, con relative multiple colonne, sita in Silla di Sassano. Come non gioire se questa iniziativa avrà buon esito: per mezzo di essa, infatti, potrà essere del tutto giustificato l’impiego delle risorse pubbliche nell’organizzare la manifestazione e nell’offrire pranzi e degustazioni ai convenuti. E così, dicendola alla Cetto La Qualunque: “Alla faccia dei detrattori”.

Per conoscere l’entità di tale impegno finanziario, avevamo inviato una richiesta di accesso agli atti il 3 Maggio 2007. Ci era stato risposto, dal Sindaco Rubino, con un’ampia e alquanto stizzita premessa sull’importanza della manifestazione, il 18 Giugno 2007: “Sarà nostra cura informarla della rendicontazione totale di rito”. Forse una dimenticanza di questo amministratore unico, deprivato, suo malgrado, di una compagine di opposizione, ma non siamo stati ancora informati su quello che è successo lo scorso anno. Questa informazione è a noi dovuta d’ufficio e cercheremo di avere ancora pazienza. Solleciteremo chi di dovere, se tale dimenticanza persisterà.

Eppure ci corre l’obbligo, adesso, di dire qualcosa circa questa vicenda delle orchidee nel piatto, non da esperti naturalisti, che non siamo, ma da cultori della legalità (giacobini e giustizialisti, secondo alcuni). Asportare la vegetazione spontanea dal territorio del Parco non ci sembra essere un’attività da incoraggiare. Eppure l’amministrazione comunale nel suo menù a base di orchidee selvatiche lancia un messaggio alquanto contraddittorio. Da qui la protesta dei naturalisti del GIROS, di cui è socio il dott. Nicola Di Novella, vera anima ispiratrice della manifestazione. Al dott. Di Novella bisogna riconoscere passione e competenza sul tema delle orchidee spontanee. Egli, tra i vari incarichi che va raccogliendo negli enti comprensoriali, ha anche firmato una relazione tecnico-scientifica sulla Carta di destinazione d’uso del territorio, insieme al prof. Persico dell’Università di Salerno. Un lavoro egregio. In questa carta, approvata dalla Comunità Montana nel febbraio 2003, si catalogava il sito dove l’amministrazione comunale vuole oggi costruire una ZONA INDUSTRIALE, come ZONA DI PREGIO AMBIENTALE. Infatti, in quel particolare ambito è sito il boschetto paleo-palustre della zona Cappuccini. È ben strano che un naturalista, come il dott. Di Novella ama definirsi, non senta il dovere, nei confronti dell’amministrazione con cui egli stesso collabora, di dire qualcosa in merito a questo inopportuna sovrapposizione di ZONE. Intanto, si pensa, sarà stato ben remunerato per il suo competente lavoro dalla Comunità Montana. E proprio per questo dovrebbe sentire il dovere di difendere le sue idee nei confronti di chi vorrebbe stravolgere la destinazione d’uso del territorio.

Ma si sa, queste sono le nostre logiche da incurabili idealisti. Chi conosce il mondo, invece, sa come vanno certe storie. E noi le raccontiamo, con sempre crescente ammirazione e stima per le nostre amministrazioni locali e per il loro pragmatismo, che cotanta percettibile ricchezza economica, sociale e culturale sta portando al nostro dilaniato territorio.

dott. Roberto De Luca

Sede CODACONS di Sala Consilina




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