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Il milione e mezzo di euro sottratto ai depositi postali L’ex direttrice l’avrebbe dato a un giovane commerciante


31-03-2008

DALL’INVIATO ANTONIO MANZO Polla. Le suore, afflitte e sconsolate, continuano a chiedere a mezzo mondo che fine abbiano fatto i 30mila euro dei risparmi postali finiti nel fiume di danaro che ha invaso la fantasia del paese dei truffati. E, soprattutto, chiedono consigli su come poter recuperare quel danaro. «I soldi della nostra comunità dove sono?» chiede la suora del convento al «soppalco», nel cuore del centro storico dove c’è anche la scuola elementare e materna con gli insegnanti senza stipendio. «Per colpa della direttrice...» continua la suora accusando Giuseppina Manzione, sessant’anni, una donna che per lunghi anni ha vissuto tra la casa, la chiesa e l’ufficio postale. E che ora è accusata di aver sottratto oltre un milione e mezzo di euro alle casse del suo ex ufficio, esito finale ed inquietante di un rapporto con un giovane commerciante del paese, Pasquale Abate. Perchè qui continuano ancora a chiamarla direttrice, la pensionata delle Poste Giuseppina Manzione. È se fosse stato un gesto per amore? «Ma quale amore e amore...» ti grida la suora. E conclude, calma: «Noi rivogliamo i soldi...» come la prima giaculatoria sofferente della litania dei truffati. Torni in piazza, dove il monumento ai caduti e ai truffati, dinanzi al negozio di abbigliamento sposa della famiglia Abate, è la rotatoria intorno alla quale girano i giudizi e i commenti del paese. I primi soldi girati dall’ex direttrice a Pasquale Abate sarebbero stati i 300mila euro dei suoi risparmi personali. Successivamente, lo stesso Abate avrebbe chiesto alla donna altro danaro per una proprietà a Roma promettendo che, alla fine dell’affare, avrebbe riconsegnato tutta la cifra avuta in prestito. Legittima la domanda del paese: «Ma come ha fatto a credergli?». Obbligatoria la pista per gli investigatori alla ricerca delle tracce dei soldi. Tracce che esistono nel passaggio del danaro dalle mani dell’ex direttrice, finora descritta come una credulona di paese, al commerciante. C’è chi descrive anche Giuseppina Manzione, negli ultimi anni, un pò cambiata. Perfino nell’abbigliamento, qualche gioiello in più dopo una vita di sacrifici e morigeratezza: casa, chiesa e ufficio postale. Un tenore di vita decisamente mutato, per Giuseppina Manzione che continua a credere al ritorno di Pasquale Abate con il danaro pronto per essere restituito. Nelle prossime ore toccherà proprio al commerciante entrare nell’inchiesta sul fiume di danaro uscito d all’ufficio postale di Polla. Sarà lui a dover spiegare agli investigatori ed al pm Rinaldi dove sia finito quel fiume di danaro. In quali tasche. Ma nel paese dei truffati è come se si fosse sollevato il coperchio di un pentolone, anche qui l’usura ha le sue vittime e i suoi carnefici. Da quella di «vicinato», poca roba ma che pure c’è, a quella più consistente collegata alla criminalità del vallo di Diano, particolarmente a quella di Sala Consilina. Usura, banche nere e estorsioni, come quella davvero singolare che vide vittima un avvocato pronto a consegnare la rata del pizzo fin nella cassetta postale del pregiudicato che lo minacciava.

tratto da: www.ilmattino.it



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