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Rogo del materassificio di Montesano, la difesa va all’attacco


06-03-2008

Ascoltati al tribunale di Sala Consilina i tre carabinieri della Stazione di Montesano sulla Marcellana che furono impegnati nelle operazioni conseguenti al tragico incendio del 5 luglio 2006 al locale materassificio Bimaltex in cui morirono due operaie, Giovanna Curcio, di Casalbuono, di appena sedici anni, e Anna Maria Mercadante, 49 anni, di Padula. L'audizione, nel corso dell'udienza svoltasi l'altro ieri nell'ambito del procedimento a carico del titolare dell'opificio, il calabrese Biagio Maceri, accusato della morte delle due dipendenti. Insieme con i tre militari dell'Arma è stato ascoltato anche l'ispettore del lavoro, Severino Venosi, di Salerno. Tutti e quattro hanno risposto con la dovuta attenzione alle domande poste a ciascuno di loro dal pubblico ministero, il sostituto procuratore della Repubblica, Carmine Olivieri, e dagli avvocati di parte civile e della difesa. Fra il pubblico presente in aula, c'erano anche i genitori di Giovanna Curcio nonché il marito ed il figlio di Anna Maria Mercadante. Ai carabinieri sono state poste domande concernenti la dinamica del tragico evento, una dinamica sulla quale non sembra ancora che siano tutti pienamente d'accordo nonostante le perizie eseguite ed i non pochi documenti video a disposizione. Qualche momento di tensione c'è stato soltanto quando l'avvocato Domenico Santacroce, difensore dell'imprenditore calabrese, ha insistito su una serie di domande riguardanti i tempi di intervento dei vigili del Fuoco di Sala Consilina, domande a cui si è opposto il pm Olivieri, visto che lo stesso tribunale di Sala Consilina ha sentenziato l'archiviazione del procedimento avviato a carico dei caschi rossi su un presunto ritardo nel loro intervento. L'opposizione avanzata dal pubblico ministero, è stata peraltro accolta dal giudice Paola Lombardi, la quale ha affermato che non avrebbe consentito domande riguardanti processi archiviati o persone non presenti all'udienza. Dopo i tre militari dell'Arma, è seguita l'audizione dell'ispettore del lavoro, Venosi. Ha confermato quanto riportato nella relazione scritta nei giorni immediatamente successivi all'incendio, chiarendo che il suo compito fu soltanto quello di verificare se le operaie (sei in tutto, comprese le due vittime) erano assunte regolarmente. La prossima udienza è stata fissata per lunedì prossimo, dieci febbraio.

GIUSEPPE LAPADULA

tratto da: www.ilmattino.it



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