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Polla: tre rom rubano da un cantiere dell'autostrada oltre venti quintali di materiale ferroso, presi.


18-02-2008

È il rame la nuova frontiera del commercio illegale: cinque euro al chilo, il prezzo al mercato nero, con un guadagno del 100%. Dopo tre mesi di indagini, con osservazioni e appostamenti nella zona industriale e presso i cimiteri della Piana, i carabinieri hanno acciuffato i sei componenti di una banda dedita proprio ai furti di rame. L’operazione, chiamata in codice «Chalkos» (traslitterazione della parola greca rame) è stata portata a termine dai militari del nucleo investigativo del reparto operativo (diretti dai maggiori Francesco Merone e Michele De Maio) e dagli uomini della compagnia di Eboli (diretti dal maggiore Nobile Risi). Nelle stesse ore una identica operazione è stata messa a segno anche nel Vallo di Diano, sempre dai carabinieri, con l’arresto di altre tre persone. Ma procediamo con ordine. Secondo gli investigatori la banda che agiva nella Piana del Sele sarebbe responsabile anche di diversi furti di rame messi a segno in alcune aziende del Casertano e dell’Avellinese. I sei, tutti immigrati dell’Est, agivano su ordinazione rubando non soltanto nelle aziende della zona industriale ma anche nei cimiteri, dove portavano via le fioriere dalle tombe, quindi nei pressi delle abitazioni asportando le canaline esterne ai palazzi. Secondo i carabinieri, la gang aveva alle spalle un più vasta organizzazione criminale la quale, attraverso canali napoletani, rivendeva il materiale all’estero. Quando i sei sono stati acciuffati avevano da poco prelevato otto chili di cavi di rame alla «Nexos» un’azienda francese il cui stabilimento è alle porte di Battipaglia e che fornisce cavi di rame all’Enel. In carcere finiscono Mirko Ahmetovic, croato di 22 anni; Dzafer Hasanovic, 22enne slavo; Vasile Vasile, rumeno di 31 anni; George Tanaser, 22enne rumeno; Aziz Bejta, slavo di 44 anni e Mihailov Byian, 39enne bulgaro. I sei erano tutti residenti nella zona di Santa Cecilia ad Eboli ed erano sotto controllo da oltre tre mesi. Secondo quanto appurato dai militari alcuni di loro di mattina eseguivano sopralluoghi nelle aziende prese di mira, di sera poi agivano. Uno dei sei, difatti, era agli arresti domiciliari. Nella nottata tra venerdì e sabato, i militari dell’Arma li hanno seguiti prima alla Nexos poi, quanto hanno fatto ritorno nella loro baracca a Santa Cecilia hanno fatto irruzione e li hanno trovati a pesare i fili di rame rubati: otto quintali, appunto. A Polla, invece, i carabinieri della locale stazione (diretti dal maresciallo Francesco Vivone) hanno sorpreso tre rom mentre tentavano di fuggire da un cantiere dei lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria con un furgone stracarico di ferro lavorato e rotoli dai rame appena rubati. Il furgone, ritenuto subito sospetto dai militari, è stato inseguito da una pattuglia dall’uscita del cantiere fino allo svincolo di Petina dove è stato poi fermato. I tre rom, residenti nel campo nomadi di Casalnuovo di Napoli, erano riusciti a portare via venti quintali tra ferro lavorato e rame. Per Anton R’Mahl, Inouh Carbaie Ionta Jhmanad, tutti già pregiudicati anche per reati gravi, sono poi stati condotti al carcere di Sala Consilina. Il materiale rubato, dal valore di circa trentamila euro, è stato restituito alla ditta.

PETRONILLA CARILLO
ROCCO COLOMBO

tratto da: www.radioalfa.it



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