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Il caso carcere al consiglio regionale


24-10-2004

Sala Consilina. Il consiglio comunale di Sala Consilina formula parere contrario sul decreto ministeriale che sancisce la soppressione del carcere, alla presenza di centinaia di cittadini e numerose istituzioni. Sono accadute parecchi cose durante l'assise consiliare straordinaria: innanzitutto l'onorevole Franco Brusco è stato contestato da alcuni cittadini quale rappresentante del governo. Inoltre il presidente della Provincia, Angelo Villani, ha assicurato per lunedì un provvedimento di giunta; l'euro parlamentare Alfonso Andria ha manifestato la netta contrarietà a un provvedimento che ha superato qualsiasi rappresentanza democratica del territorio; e il vicepresidente del consiglio regionale, Gennaro Mucciolo, con i consiglieri D'Agostino e D'Acunzi ha deciso di portare la questione martedì all'ordine del giorno del consiglio regionale. Intanto il consiglio comunale si appresta a fare ricorso al Tar contro il decreto, cosa condivisa dalla Provincia e dal senatore Liguori. Presenti all'incontro tutte le istituzioni del Vallo di Diano, del Tanagro e del Golfo di Policastro. Unico assente (motivi di lavoro) il senatore Borea che sarà oggi a Sala. Il sindaco Ferrari ha assicurato che il 3 novembre Castelli riceverà una delegazione di Sala. Tanti gli interventi di ieri mattina. In tutti, il grido convinto che «nulla deve essere portato più via da aree interne come il Vallo o il Bussento». Villani ha sottolineato la necessità di intervenire prima che le cose accadano; mentre Brusco ha dovuto affrontare le contestazioni di alcuni cittadini soprattutto quando ha tentato di riportare la vicenda carcere a un decreto firmato nel 2001 da Fassino e quando ha definito il provvedimento un atto necessario per permettere la permuta alla società (Dike Spa, appartenente alla Patrimonio Spa) che dovrebbe realizzare il nuovo carcere. Andria prima e Liguori poi hanno definito paradossale la presunzione di far passare per positivo un provvedimento di chiusura. Quindi l'invito da parte dell'ex sindaco Colucci di costituire un'associazione di cittadini e recarsi a Roma; e la proposta (accolta) dell'assessore Rivellese di ricorrere al Tar.

Salvatore Medici

Fonte: La Citta di Salerno



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