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Grande successo della campagna promossa da ambientalisti, sindacati e grande distribuzione per chiedere all'Italia di non coltivare e commercializzare prodotti geneticamente modificati


03-12-2007

Grande successo della campagna promossa da ambientalisti, sindacati e grande distribuzione per chiedere all'Italia di non coltivare e commercializzare prodotti geneticamente modificati - si può votare ancora fino al  9 dicembre.
 
Tre milioni di firme per chiedere all'Italia di non coltivare e commercializzare prodotti geneticamente modificati. La campagna lanciata due mesi fa dalla "Coalizione Italia-Europa liberi da ogm", alla quale ha aderito anche il WWF, doveva concludersi il 15 novembre con la presentazione dei risultati ottenuti. Ma lo straordinario successo dell'iniziativa (oltre tre milioni di firme raccolte) anziché favorire la conclusione ha indotto i coordinatori a prorogare la raccolta firme fino al 9 dicembre. Sono 32 organizzazioni che hanno dato vita alla coalizione (da Slow Food alle Acli, Legambiente, WWF, da Coldiretti alla Coop) i sì sono stati 3.086.524, con una percentuale di "no" ferma allo 0,57%.
Il WWF  sostiene la campagna “Italia-Europa liberi da OGM” tramite il proprio sito e la mobilitazione delle proprie sezioni regionali, oltre 50 Oasi e 10 Fattorie del Panda dove è possibile aderire alla consultazione nazionale. Il territorio rurale ed europeo è ricco di biodiversità, composta da specie animali e vegetali “domestiche” (coltivate ed allevate ) e “selvatiche” strettamente legate agli ambienti rurali. Negli ultimi decenni l’agricoltura intensiva, meccanizzata, con elevato dispendio di chimici ed energetici ha portato ad un progressivo degrado della qualità ambientale delle risorse naturali, al declino della agro- biodiversità, ad una riduzione del legame fra contadini e territorio agricolo.
Per il WWF un’agricoltura basata su colture geneticamente modificate porterà ad un aggravamento di questa situazione  già critica. Prodotto e coltura OGM sono antitetici ai prodotti tipici, alle filiere corte, all’ agricoltura  biologica, ecosostenibile. Non si valorizza affatto, anzi di deprime, il legame tra prodotto agricolo, agricoltore e campagna (con le sue peculiarità paesaggistiche e naturalistiche) che costituisce uno degli aspetti prioritari per la conservazione della agro-biodiversità. Un’agricoltura basata su prodotti OGM porta inevitabilmente alla perdita della presenza di varietà locali, di risorse genetiche e di pratiche colturali legate strettamente alla gestione sostenibile delle risorse naturali del territorio. Un’agricoltura basata su prodotti OGM è quasi sempre sinonimo di produzioni di grandi dimensioni e standardizzate. Il WWF è da sempre a fianco di un’agricoltura eco-sostenibile, degli agricoltori custodi del territorio rurale e promuove forme di agricoltura quali quella biologica e quella multifunzionale per la conservazione della biodiversità come esperienze virtuose ed esemplari per coniugare l’attività economica agricola e la conservazione della natura. A tal fine la locale sezione del WWF Salerno si batte da sempre per effettuare sul territorio della nostra provincia, tutti i controlli e le verifiche delle varie realtà produttive, in difesa dell’ambiente e delle produzioni agricole, promuovendo ogni iniziativa tesa a migliorare la conoscenza sui prodotti ed i vantaggi della filiera bio. In questi ultimi due mesi il Nucleo Guardie Ambientali WWF di Salerno ha intensificato i controlli presso diverse attività produttive del settore, in particolare presso le aziende agricole e zootecniche, nonchè degli oleifici, verificando il rispetto delle norme in materia di trattamento dei reflui aziendali e di smaltimento delle plastiche utilizzate in agricoltura. Infatti spesso nelle nostre campagne, viene riscontrata la pratica della bruciatura delle plastiche, che sprigiona la diossina nell’ambiente e causa notevoli danni alla salute. Il responsabile del Settore Agricoltura e Foreste del WWF dr. Antonio Cariello dichiara l’unica possibilità di essere competitivi per la nostra agricoltura, è rappresentata dalle produzioni di qualità, con forte limitazione nell’uso della chimica in agricoltura, poiché i problemi derivanti dal massiccio uso dei fitofarmaci, sono evidenti ed emergono in modo chiaro dai vari lavori di indagine  svolti dal WWF, sui residui presenti in agricoltura e tutto ciò mette bene in luce l’entità del problema e le implicazioni sulla nostra salute (La Commissione Europea ha stimato una riduzione del 10% nell’insorgenza di una serie di malattie connesse alla produzione e all’uso di sostanze chimiche, in particolare si riscontrano alcune migliaia di decessi in meno all’anno per tumori, in seguito all’applicazione del regolamento REACH sull’immissione in commercio di sostanze chimiche). Per quanto riguarda i prodotti OGM è stato visto che non servono al consumatore e neanche agli agricoltori, quindi perché dovremmo produrli sui nostri terreni e poi consumarli se non abbiamo dei vantaggi?.
 
Salerno, 3/12/2007
                                                                                      UFFICIO STAMPA
                                                                                          WWF  Salerno
Resp. Dott. Antonio Cariello
                                                                                   
                                                        



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