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Sequestrata coltivazione di canapa ad Auletta: 300 piante


11-10-2004

Auletta. Trecento piante di canapa indiana sequestrate in un'operazione congiunta dalla compagnia della guardia di finanza di Eboli e dalla tenenza di Sala Consilina. La coltivazione è stata scoperta nel territorio di Auletta, all'interno dell'area protetta del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Trecento piante avevano prodotto dieci chilogrammi di marijuana, per un valore, sul mercato, di sessantamila euro circa. Si tratta del ritrovamento più consistente tra quelli avvenuti nel territorio del Vallo di Diano. L'operazione della guardia di finanza è iniziata circa un mese fa con indagini e perlustrazioni congiunte tra Eboli e Sala Consilina. Il territorio preso in considerazione è stato quello valdianese, nei punti in cui il paesaggio è caratterizzato da una folta vegetazione all'interno della quale è stato poi davvero difficile individuare e ritrovare la piantagione di canapa. Difatti, durante l'operazione proprio per l'impossibilità di verificare la presenza di coltivazioni sospette è stato necessario l'uso dell'elicottero. Trenta gli uomini della guardia di finanza coinvolti nell'operazione: a dirigerli, il capitano Clemente Crisci della compagnia di Eboli, il tenente Alessandro Finiani e il suo vice Giuseppe Iannarelli della tenenza di Sala Consilina. Le piante, alte più di due metri, sono state sradicate dal terreno. Una volta impacchettate in buste di plastica sono state sequestrate e trasportate presso la tenenza. Attualmente sono in corso le indagini per cercare di capire chi abbia potuto portare avanti la coltivazione nel corso dei mesi, anche se per questo tipo di operazione è necessario una cura iniziale quando le piantine di canapa non sono ancora molto visibili e, dunque, i rischi sono minori. Il ritrovamento di un quantitativo così consistente di piante testimonia come sia diffuso il mercato e lo spaccio di sostanze stupefacenti, in questo caso di tipo leggero, nel territorio a cavallo tra il Vallo di Diano e la Piana del Sele. In precedenza, infatti, gli altri sequestri erano stati di minore portata: probabilmente piantagioni create ad uso e consumo di un piccolo gruppo di assuntori locali. Oltre alle indagini sul caso, continuano in questo periodo le perlustrazioni per scovare altre coltivazioni di canapa nascoste tra la vegetazione.

di Salvatore Medici

I precedenti di petina e buonabitacolo
Stroncato un business da centomila euro

Le aree protette si rivelano terreno fertile per la coltivazione di sostanze stupefacenti leggere. Lo confermano i sequestri fatti nelle ultime settimane a Petina e Buonabitacolo e quello di ieri ad Auletta. Duecento piante a Petina, una trentina a Buonabitacolo, e altre trecento ieri: questo il numero delle piante di canapa indiana sequestrate complessivamente da carabinieri e guardia di finanza per un valore che si aggira intorno ai centomila euro. In tutti e tre i casi le indagini hanno portato al sequestro della canapa indiana, senza però l'individuazione dei presunti colpevoli, anche se le indagini si muovono verso una banda di ragazzi che in più punti avrebbe preparato i terreni per la coltura della canapa. A Petina la coltivazione di duecento piante fu trovata in area protetta del Parco dai carabinieri della compagnia di Sala Consilina mentre a Buonabitacolo le piante furono sradicate in un'altra area di pregio ambientale.

Fonte: La Citta di Salerno



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