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Primi interrogatori nell’inchiesta di Sala: ex addetto cassa cambiali tra i nuovi indagati


07-03-2007

Sala Consilina. Usuropoli nel Vallo di Diano. Primi interrogatori ieri mattina per due dei sei arrestati coinvolti nella maxi-inchiesta antiusura che, durata oltre due anni, è stata coordinata dalla procura della Repubblica di Sala Consilina e condotta sul campo dai carabinieri della locale Compagnia, agli ordini del capitano Giuseppe Costa: sono Massimo Puglia, avvocato 38enne di Sala Consilina, ed il 53enne Felice Balsamo, anch'egli salese, entrambi ristretti nella Casa circondariale di Salerno Fuorni. Assisititi tutti e due dall'avvocato Domenico Amodeo, del foro di Sala Consilina, sono stati sottoposti ad interrogatorio da parte del G.I.P., dottoressa Rosaria Morrone. Nulla di ufficiale si è naturalmente saputo sulle loro risposte. Fra l'altro, lo stesso difensore non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, al di là di un netto ”non comment”. Tuttavia qualcosa è trapelato. Felice Balsamo avrebbe negato tutto. Così come Massimo Puglia, il quale, fra l'altro, avrebbe risposto esaurientemente a tutte le domande postegli dai giudici e respinto con decisione, ogni coinvolgimento in questa brutta storia di usura. Avrebbe, inoltre, tenuto per tutta la durata dell'interrogatorio, un atteggiamento di grande serenità. Intanto questa mattina ci saranno gli interrogatori degli altri imputati finiti in manette: il 36enne Michele Russo di Sala Consilina, titolare di una concessionaria di motociclette a Polla, il 49enne Vincenzo Petrizzo di Padula (entrambi in custodia cautelare in carcere), il 66enne Antonio Garofalo di Sala Consilina e il 39enne Francesco Castella di Monte San Giacomo (questi ultimi due sono entrambi, sin dal giorno di esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare, agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni). Nell'inchiesta, le cui conclusioni sono contenute in una ordinanza lunga circa seicento pagine, oltre ai sei arrestati, risultano coinvolte altre cinque persone, sui cui nomi gli inquirenti continuano a mantenere il più assoluto riserbo. L'unica cosa che si sa con certezza è che si tratta di persone insospettabili e tutte con solide posizioni economiche alle spalle. Secondo voci che circolano insistentemente in paese, fra esse ci sarebbe anche una donna, titolare di un avviato esercizio commerciale del settore ortofrutta all'ingrosso e un pensionato appartenente ad una stimatissima famiglia di Sala Consilina. Quest'ultimo, in passato, fra le sue mansioni lavorative, avrebbe esplicato anche quella di notificare cambiali in protesto. Gli altri tre indagati sarebbero commercianti. Di essi uno con attività a Ponntecagnano. Intanto in tutto il Vallo di Diano continuano a tener banco i clamorosi risultati dell'inchiesta appena conclusasi. Un'inchiesta a tutto campo, frutto di un lavoro meticoloso, portato avanti per mesi e mesi da magistrati e carabinieri, con grande professionalità e fra non poche difficoltà, considerato il tipo di reato, l'usura, che si consuma ai danni di persone non sempre disposte a denunciare per paura di guai maggiori.Sono risultati importantissimi che sicuramente segnano una tappa significativa nella lotta alla piaga dell'usura, fenomeno, purtroppo, da anni assai diffuso nel Vallo.

Giuseppe La Padula
tratto da: www.ilmattino.it



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