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Paolo Portoghesi a Padula per il focus degli amministratori locali


20-12-2006

Paolo Portoghesi a Padula per il focus degli amministratori locali

“Puntare sulle identità locali, ma mettendole in rete”

Il dibattito organizzato ieri pomeriggio dalla Comunità montana Vallo di Diano mette a confronto politici, amministratori, imprese, sindacati per la redazione del nuovo Piano di sviluppo

 

“Le identità locali rappresentano il valore aggiunto dell’economia del territorio, ma queste devono essere messe in rete, devono poter dialogare. Il futuro si gioca tutto sulla capacità di interscambio di relazioni tra queste identità”. Per il noto architetto Paolo Portoghesi, che nel 1981 redasse il primo Piano di sviluppo socio economico della Comunità Montana Vallo di Diano, il passato si fonde con il futuro attraverso la valorizzazione e l’esaltazione di quelle “identità” singole, ma inserite in un contesto di “globalizzazione” ad iniziare da quella locale. Portoghesi torna venticinque anni dopo quel Piano, torna in quel territorio che analizzò puntando sulla realizzazione della “Città Vallo”, una struttura urbana con servizi e strutture urbanistiche che puntavano soprattutto alla centralità, un concetto che oggi si è evoluto. Le città, infatti, secondo Portoghesi, sono destinate ad essere utilizzate soprattutto per lavoro, studio, commercio, perchè si punta sulla valorizzazione, dei piccoli centri per vivere. Ed è così che le aree interne hanno una nuova grande possibilità di crescita.

L’analisi del futuro

Se Portoghesi nella sua relazione è chiaro, il futuro che sarà inserito nel nuovo Piano di sviluppo lo descrive Leonardo Cuoco, responsabile della Territorio Spa, la società che cura il progetto di “Assistenza tecnica” al grande attrattore culturale che è la Certosa di Padula. Un nuovo piano che guarda con interesse a due elementi fondamentali: la nuova programmazione europea derivante dai fondi 2007-2013 e alla capacità strategica del territorio del Vallo di Diano di essere un’area centrale, cerniera, che guarda al salernitano, ma anche alla vicina Lucania e alla Calabria. Un ruolo interregionale che favorisce il suo sviluppo, assecondando la linea strategica della Regione, di un’apertura del territorio regionale alle aree esterne, anche nel cosiddetto “Quadrante sud”.

Una ferrovia per il Vallo

La discussione, il confronto organizzato dalla Comunità Montana del Vallo di Diano su “Dalla Città Vallo di Diano al Nuovo Piano di Sviluppo Socio Economico della Comunità Montana Vallo di Diano”, è centrale durante il focus group che si è tenuto ieri pomeriggio, martedì, presso l’Aula Consiliare nella Certosa di Padula. Un incontro a più voci, con gli amministratori del territorio, ad iniziare dal presidente dell’ente Montano, Vittorio Esposito, che ha rivendicato la presenza di una ferrovia in grado di superare l’impasse dell’unica via di comunicazione di buon livello che attraversa il Vallo - la Salerno/Reggio Calabria. Un dibattito aperto quello sulla ferrovia, che è in corso, e che vede nel presidente un grande sostenitore. D’altronde i collegamenti via ferro rappresentano per la Regione Campania e le sue strategie un riferimento per lo sviluppo futuro del trasporto, oggi concentrato soprattutto su gomma. “E’ un progetto significativo - ha detto Esposito - Troviamo tutti gli accorgimenti per superare i problemi della sua realizzazione, ma realizziamolo”. Una spinta politica forte, la sua, su cui si dibatte, si discute anche in un ambito come il Ptr, di cui ha parlato il responsabile, l’arch. Vincenzo Russo, annunciando l’adozione del Piano che ora va verso l’approvazione e verso un’attuazione basata sui sistemi territoriali. “Il Vallo - ha sostenuto - potrà essere un’area sperimentale di questa nuova metodologia di pianificazione”.

All’incontro tanti sindaci ed amministratori, scuole, associazioni imprenditoriali, sindacali e ambientaliste, per la prima volta al tavolo di discussione - “finalmente il Vallo si apre al territorio”, hanno detto - tutti certi che il futuro si gioca anche su un ulteriore livello, quella della concertazione, della condivisione dei progetti.



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