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Sala Consilina: ieri l’incontro per capire meglio la convenzione ATO sulla gestione dei rifiuti


18-06-2014

Si è tenuto ieri sera a Palazzo di Città di Sala Consilina un incontro con diversi amministratori del Vallo di Diano per capire meglio la convenzione ATO relativa alla gestione dei rifiuti, un argomento che nel primo consiglio comunale ha provocato un acceso dibattito tra maggioranza e opposizione che ha chiesto e ottenuto qualche giorno per valutare pro e contro di questa convenzione. Va detto che la Regione è stata suddivisa in 7 ambiti territoriali ottimali. 4 ambiti sono provinciali e coincidono con le province di Salerno, Caserta, Avellino, Benevento. Tre ambiti sono ricavati nella provincia di Napoli. Per ogni ambito è prevista una Conferenza d’Ambito con la partecipazione dei Sindaci dei Comuni ricadenti nell’Ambito. La Conferenza può suddividere l’Ato in zone omogenee più piccole denominate STO (Sistemi territoriali ottimali). Ad esempio, l’Ato della provincia di Salerno potrebbe individuare il STO dell’agro nocerino, il STO Salerno/Cava/Costiera/Irno/Picentini, il STO Sele/Alburni/Diano/Cilento. Nulla vieta che il Comune capoluogo possa chiedere di costituire un STO autonomo. Ma la decisione spetta alla Conferenza d’Ambito. La Conferenza d’Ambito deve redigere il programma di gestione del ciclo dei rifiuti a livello d’Ambito, individuare le dotazioni impiantistiche necessarie per l’autosufficiente gestione del ciclo nel territorio dell’ambito, approvare la suddivisione del territorio dell’Ato nei Sistemi territoriali ottimali (STO), approvare le tariffe che si dovranno applicare nei singoli comuni. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza di voti, che pesano in ragione della popolazione del Comune rappresentato. I rapporti fra i Comuni partecipanti all’Ato sono regolati da una Convenzione stipulata in conformità ad uno schema che deve essere emanato dalla Regione. E proprio sullo schema di convenzione sono sorti i dubbi dell’opposizione salese che ha richiamato i sindaci del Vallo di Diano per apprendere quali vantaggi e svantaggi ci sarebbero sulla qualità, servizi e costi. Tuttavia resta sempre il fatto che ci si trova dinanzi a una legge regionale che pertanto deve essere calata a applicata in ogni singola realtà territoriale campana altrimenti si prospetta il commissariamento. I sindaci presenti sono stati d’accordo nel dire che ciò sarebbe utile se tutto il territorio riuscisse ad aggregare senza alcuna strumentalizzazione individuando punti in comune e se ci fosse la possibilità in un secondo momento di scegliere le tariffe da applicare. Sarebbe utile allora che i cittadini fossero parte attiva di questo processo e “forse cristallizzando la situazione si può vedere effettivamente cosa fare ribadisce l’ass. al ramo Garofalo”, in un’ottica di legge che deve necessariamente diventare realtà accettata e applicata per ognuno.

Antonella Citro




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