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Inchiesta Chernobyl sui rifiuti tossici anche nel Vallo di Diano: il giornalista Fabrizio Feo del Tg3 dà voce ai comitati


27-12-2013

Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti ambientali inerenti il traffico illecito di rifiuti speciali, il danneggiamento aggravato, la gestione illecita di rifiuti inquinanti dispersi nell'ambiente, il disastro ambientale, falsi e truffa aggravata ai danni di enti pubblici, sono questi i reati contestati ai 38 nomi e altri finiti nel decreto che dispone il giudizio a firma del giudice Marcello De Chiara della Procura di Santa Maria Capua a Vetere. Si parla della inchiesta Chernobyl condotta dal 2006 al 2007 che ha coinvolto le province di Avellino Foggia e la provincia di Salerno tra cui il Vallo di Diano. Un nome che da i brividi solo a pronunciarsi e che rimanda al colossale disastro ambientale del 1986 fa con conseguenze enormi per i terreni e la salute della gente anche a distanza di anni, una inchiesta scottante che vuole fare luce sullo sversamento e smaltimento illegale di rifiuti dannosi per i terreni agricoli e per l’uomo. Sì perché forse a causa di queste azioni criminali si muore anche nel Vallo di Diano: le incidenze di leucemie o patologie tumorali di fatto si sono registrate sensibilmente nei terreni finiti nel mirino della inchiesta e sensibilmente i casi di ammalati sembrano essere in aumento. “Una semplice casualità?” si domanda la gente. Una domanda che merita di sicuro una risposta. Un’altra Terra dei Fuochi si profila all’orizzonte. Si spera di no. Intanto continua la ricerca della verità per non farla inghiottire giorno dopo giorno nelle più tangibili sabbie mobili. L’argomento ha richiamato l’attenzione delle telecamere del Tg3 che grazie all’approfondimento condotto da Fabrizio Feo, noto giornalista di inchiesta, giunto sui luoghi finiti nella inchiesta Chernobyl, accompagnato da una delegazione locale,  sono stati realizzati due servizi televisivi andati in onda in questi giorni. Ai microfoni di Fabrizio Feo alcuni comitati locali hanno denunciato lo stato di abbandono delle cose perché al momento non si sa se le diverse bonifiche predisposte siano state compiute o meno e lo stesso processo penale in corso a Salerno, dopo 7 anni, rischia di prescriversi. Lasciando finire tutto nel dimenticatoio. Insomma si cercano nomi e responsabilità di chi di giorno o a notte fonda ha sversato materiale illecito nei terreni del Diano mentre i comuni dicono di volersi costituire parte civile nella prossima udienza fissata al 30 gennaio prossimo a Salerno. Secondo il giudice, si continua a leggere negli incarti giudiziari: “Tutti gli indagati hanno contribuito dolosamente a determinare un disastro doloso ambientale cagionato dalle condotte criminose dei componenti della citata organizzazione criminale, i quali partecipando al sodalizio criminoso in modo continuativo e permanente ed apportando il proprio materiale contributo, cagionavano dolosamente un disastro ambientale a causa dello spandimento ed illegittimo smaltimento dei rifiuti”. Intanto i riflettori del Tg3 non si spegneranno su questa brutta pagina di cronaca e Fabrizio Feo ha annunciato che continuerà a occuparsi della vicenda Chernobyl perché tutti vogliono sapere come finirà questa brutta storia.

Antonella Citro

 




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