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Inchiesta Chernobyl: arriva Rai Tre. Fabrizio Feo dà voce alla gente del Vallo di Diano


21-12-2013

L’inchiesta Chernobyl sul traffico di veleni con smaltimento illecito di rifiuti nei terreni agricoli ha richiamato l’attenzione delle telecamere di Rai Tre che stamattina sono giunte nel Vallo di Diano per un servizio di approfondimento curato dal giornalista Fabrizio Feo. Una delegazione del Codacons Vallo di Diano, Diano in Piena, qualche giornalista e alcuni cittadini ha accompagnato Feo nei terreni coinvolti e ha provato a raccontare la triste ed evidente vicenda dello sversamento illecito proprio laddove si continua a coltivare producendo frutta e verdura che finisce poi sulle nostre tavole. Il freddo pungente e la nebbia fitta non ha fermato la denuncia dei cittadini che anzi sempre più convinti hanno dimostrato con documenti alla mano la lotta intrapresa contro la criminalità organizzata, non così lontana da casa nostra, che punta all’ambiente per i traffici più illeciti. Allarmismo, lecita e giustificata preoccupazione o semplice sete di verità hanno spinto in questi anni a non arrendersi e a ricercare in fotografie, in quei documentari prodotti in loco e documenti giudiziari oggi le cause ipso facto di quanto si stava e si sta vivendo sotto gli occhi di tutti a volte volutamente chiusi. E c’è da lavorare ancora parecchio, carte alla mano, perché quando si parla di sversamento e smaltimento illecito di rifiuti la questione diviene assai delicata e i numeri e le questioni si moltiplicano perdono e si confondono con conseguenze gravissime sulla salute. A volte assai ignorate o prese sottogamba dai più. Difficili da dimostrare e da provare ancor prima di provarci. “Siamo stati in alcuni terreni per testimoniare la nostra richiesta di verità. Come cittadini vogliamo sapere cosa è successo dal 2006 al 2007 - dice Roberto De Luca- quando 41mila metri quadri del nostro territorio, sono finiti nel mirino della inchiesta Chernobyl, partita dalla Procura di Santa Maria Capua a Vetere che poi ne ha disposto il sequestro. Da allora è stata intimata la bonifica ai sindaci del posto ma ancora non sappiamo se è stata fatta e cosa in questi terreni è stato mai smaltito”. Ai microfoni Rai insomma la gente ha denunciato senza peli sulla lingua il silenzio assordante che fa persino più male di tutto in un mare di rifiuti. Così mentre l’inchiesta va avanti e promette sempre più scintille ci si prepara all’udienza del 30 gennaio a Salerno. Mentre l’appellativo di Terra dei Fuochi è solo l’ultimo in ordine di tempo attribuito alla Campania e non solo in un contesto che vorrebbe solo recuperare la più integra antica e reale salubrità cresce sempre più il diritto irrinunciabile per tutti di sapere la Verità. 

Antonella Citro




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