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Il sindaco Gaetano Ferrari scrive al Presidente del Tribunale di Lagonegro Matteo Claudio Zarrella e per conoscenza invia la missiva al Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri


23-09-2013

Il testo della lettera:

Egregio Presidente,

in relazione alla Sua nota del 17 settembre 2013, pervenuta a  questo Ente in pari data, con la quale ha disposto il rinvio delle  udienze civili, monocratiche e collegiali, relative a tutte le materie, contesto fermamente le motivazioni nella stessa riportate alle quali ha inteso ricondurre le carenze organizzative degli uffici giudiziari da  Lei presieduti e diretti (e dalle quali farebbe discendere il rinvio in parola), imputabili invece solo ed esclusivamente a ritardi oggettivi  ed inevitabili, aggravati viepiù da un’imperfetta organizzazione delle  operazioni di trasloco e da comportamenti tracotanti esercitati a danno della collettività salese, che meritano di essere ricordati e  trasmessi ai posteri, per dare senso e per rispettare quel valore di  giustizia su cui si fonda la cultura italiana e la società moderna. Ciò posto, egregio Presidente, La invito, fin da questo  momento, a non ricorrere in nessun’altra circostanza a strumentali  motivazioni non corrispondenti al vero, il cui uso deprimerebbe in  primo luogo l’operato di professionalità che, secondo le attese della collettività, dovrebbero ispirarsi a riconosciuti comportamenti etici. Ma veniamo ai fatti. Con nota prot.n.1798 del 10 settembre 2013, il Presidente F.F. del Tribunale di Lagonegro, dott. Vincenzo Del Sorbo,  comunicava al Presidente del Tribunale di Sala Consilina che, a  partire da sabato 14 settembre, la ditta incaricata dal Comune di  Lagonegro avrebbe effettuato le prime attività di trasloco, limitatamente ai ruoli di udienza e relativi fascicoli, le cui udienze di trattazione sarebbero avvenute nel periodo 16-30 settembre. In conseguenza di tale provvedimento, lo scrivente, avendo preso atto  della non attivazione dello strumento previsto dall’art.8 del D.Lgs.vo  155/2012, e ritenuto conseguentemente risolti tutti i problemi di natura organizzativa e funzionali della nuova struttura giudiziaria di Lagonegro, capaci cioè di garantire la piena ed immediata operatività del presidio giudiziario, con Decreto Sindacale n.38, l’11 settembre 2013, disponeva che il servizio di custodia del Tribunale di Sala Consilina, effettuato fino a quel momento con personale comunale, Città di Sala Consilina Provincia di Salerno cessasse il 14 settembre; la custodia delle chiavi dell’immobile veniva affidata al Dirigente dell’Area Tecnica per la piena disponibilità del Presidente del Tribunale. Il Decreto in parola veniva trasmesso agli interessati accompagnato da una nota del Sindaco, con la quale veniva invitato il Presidente del Tribunale di Lagonegro a concordare ad horas le modalità di consegna dell’immobile, ravvisando altresì la necessità di fare un inventario delle attrezzature presenti nell’immobile, parte delle quali di proprietà del Comune di Sala Consilina. Nessuna risposta giungeva dal Presidente del Tribunale di Lagonegro. La mattina di sabato 14 settembre, intorno alle ore 9:00, senza alcuna autorizzazione e/o richiesta formale di accesso all’immobile, i Vigili del Fuoco, accompagnati dalle Forze dell’Ordine, forzavano il cancello laterale del Tribunale, nonostante la viva protesta della cittadinanza e di numerosi rappresentanti delle Amministrazioni comunali del Vallo di Diano. Tale circostanza determinava anche l’interruzione di un pubblico servizio, impedendo l’inizio dei lavori del Consiglio Comunale convocato in seduta straordinaria presso l’area antistante il Tribunale, al quale partecipavano anche i sindaci e i Consiglieri degli altri Comuni del circondario. Intorno alle ore 10:00, accompagnato dalle Forze dell’Ordine, giungeva a Sala il Procuratore della Repubblica di Lagonegro, il dott. Russo, e non il Presidente del Tribunale di Lagonegro, in qualità di rappresentante legale del presidio giudiziario, il quale, dopo lunghe trattative e continue richieste da parte del Sindaco di Sala Consilina, per il tramite del Luogotenente di Lagonegro, giungeva sul posto intorno alle ore 12:30. Intanto la cittadinanza si era riunita intorno al Tribunale, notevolmente infastidita dal comportamento avuto inizialmente dalle Forze dell’Ordine, mandate a forzare il cancello d’ingresso del Tribunale in luogo della preventiva consegna formale delle chiavi dell’immobile (come regolarmente sarebbe dovuto avvenire) al Rappresentante Legale e responsabile unico del Tribunale di Lagonegro. Al fine di scongiurare azioni lesive per chicchessia e per impedire un peggioramento della situazione generale, il Sindaco di Sala Consilina, i Sindaci degli altri Comuni del Vallo di Diano, il Procuratore della Repubblica e il Presidente del Tribunale di Lagonegro, accompagnati dai Carabinieri, si riunivano nella Sala  Consiliare del Comune di Sala Consilina, in via Mezzacapo 44. Nel corso della discussione i cittadini del Vallo di Diano manifestavano  numerose perplessità e dubbi in merito alla regolarità tecnica ed Città di Sala Consilina Provincia di Salerno amministrativa delle procedure adottate per i lavori di ristrutturazione dell’immobile destinato alla Procura della Repubblica del Tribunale di Lagonegro, ingenerati anche dai  numerosi esposti presentati da tempo agli organi competenti. Per  fugare tali dubbi, il Presidente del Tribunale di Lagonegro accettava  di far partecipare alla Commissione di Manutenzione, convocata per lunedì 16 settembre, alle ore 12:00, presso il Tribunale di Lagonegro, anche una delegazione del Vallo di Diano, al fine di approfondire tale problematica e verificare la sussistenza o meno delle irregolarità rappresentate dai cittadini del Vallo e la perfetta agibilità dei locali destinati alla Procura della Repubblica, nonché a quelli del Tribunale nella sua interezza. Il Presidente s’impegnava, altresì, nell’eventualità che i rilievi fossero stati oggettivamente plausibili, a richiedere alle autorità competenti l’adozione di provvedimenti consequenziali, dando per certo che solo in caso di esito positivo delle verifiche effettuate dalla Commissione sarebbe avvenuto il trasferimento dei fascicoli e delle suppellettili presenti nel Tribunale di Sala Consilina. Tutto questo è riportato nel verbale sottoscritto congiuntamente dal Sindaco di Sala e dal Presidente del Tribunale di Lagonegro. Quest’ultimo, in assenza delle condizioni oggettive per l’avvio delle operazioni di trasloco, fa trattenere al Sindaco di Sala Consilina le chiavi dell’immobile, che le avrebbe poi consegnate al Presidente del Tribunale di Lagonegro il 16 settembre, in occasione dell’incontro fissato per quella data.  Si giunge così al 16 settembre. La Commissione di Manutenzione, integrata dalla presenza di tecnici terzi e di rappresentanti del territorio dei Comuni accorpati, si riunisce presso il Palazzo di Giustizia di Lagonegro. Nonostante le continue richieste dei rappresentanti del Vallo di Diano, il Comune di Lagonegro non fornisce alcuna valida documentazione attestante l’agibilità e la sicurezza dei locali, ma soltanto flebili assicurazioni verbali. Intanto, è sotto gli occhi di tutti che nel momento dell’incontro vi sono ancora diversi cantieri aperti nello stabile, stante la presenza di muratori in attività. Il Sindaco di Sala Consilina, sostenuto dai tecnici terzi presenti all’incontro e resosi conto della mancanza dei requisiti di perfetta agibilità dell’intera struttura del Tribunale e  della nuova Procura, compreso gli archivi, chiede che sia attivata la procedura contemplata dall’art.8 del D.Lgs.vo 155/2012, attesa la non perfetta agibilità dell’immobile anche in base al D. Lgs.vo  81/1980. Non avendo ricevuto alcuna soddisfazione dalla Commissione di Manutenzione, decide di non consegnare le chiavi del Tribunale di Sala Consilina. Viene riportato tutto a verbale. Sala Consilina, 17 settembre, ore 8:30. Il Sindaco di Sala Consilina, al fine di evitare il coinvolgimento dei cittadini in una situazione che appare grottesca, in cui l’evidenza viene confutata, dove oggettive ragioni non hanno alcuna efficacia e regna esclusivamente prepotenza e superbia, ritenendo che nessun altro cittadino dovesse sacrificarsi e avere problemi per uno Stato che per far rispettare una Legge consente che ne siano violate altre, consegna infine le chiavi. Iniziano quindi le operazioni di trasloco. Tale intervento presenta sin dall’inizio evidenti presupposti d’illegalità: le ditte incaricate per il trasloco, diversamente da quanto assicurato dal Sindaco di Lagonegro, non sono specializzate e non sono abilitate al trasporto conto terzi, non posseggono mezzi adatti a garantire il trasferimento di documenti sottoposti alla normativa in materia di sicurezza e di privacy. Nonostante l’evidente imbarazzo delle Forze dell’Ordine, invitati dagli astanti a far rispettare la Legge, tale scempio continua ad essere perpetrato, sotto il vigile e costante controllo dei cittadini e dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Sala Consilina. A tutt’oggi il trasloco continua senza alcun impedimento, mentre sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà connesse con il trasferimento di una grande quantità di atti e di suppellettili e con la riorganizzazione di una struttura che fino a qualche giorno addietro presentava caratteristiche del tutto diverse (esigue). Sono queste le “obiettive difficoltà operative” che hanno determinato il rinvio delle udienze, e non altre; sono queste le ragioni che da sole giustificavano e giustificano tuttavia, legittimamente e correttamente, la richiesta di proroga del trasferimento. Signor Presidente, ritengo doveroso, mio malgrado, trasmettere per opportuna conoscenza, al competente Ministro, questa nota e le altre che eventualmente seguiranno, unitamente alla documentazione in mio possesso, a dimostrazione della verità espressa e affinché l’oblio non regni sovrano. È pleonastico ricordarLe che mi adopererò con ogni mezzo per la salvaguardia del mio territorio e per riportare a Sala Consilina il Tribunale.Città di Sala Consilina. Al Ministro, al Capo Dipartimento per l’Organizzazione Giudiziaria e ai membri della Commissione per il Monitoraggio all’uopo istituita, che leggono per conoscenza, trasmetto la seguente nota perché prendano atto delle procedure fin qui adottate per il trasferimento del Tribunale di Sala Consilina e affinché il sottoscritto venga al più presto ascoltato previa convocazione.

 




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