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Intervista all'ex segretario del Circolo PD del Vallo di Diano, Marco Mea, dopo le sue dimissioni dal partito


17-09-2013

L’avvocato Marco Mea dopo aver abbandonato la sua carica di Segretario del Circolo PD, parla della sua sofferta decisione di dimettersi del suo incarico, del momento poco entusiasmante e florido che vive il Vallo di Diano e della Questione Tribunale di Sala Consilina che dopo tante lotte, i cittadini del valdianese ne hanno dovuto assistere alla chiusura e vederlo essere annesso al Tribunale di Lagonegro.
Lei avvocato ha abbandonato la sua carica di Segretario del Circolo Pd, cosa l'ha portata dopo tanti anni ad abbandonare la sua carica?
A dire il vero ero in sofferenza da un po’ di tempo, avevo la speranza che il Partito Democratico per il tramite del Presedente del Consiglio, Enrico Letta, potesse evitare questa sconfitta per il Vallo di Diano, evidentemente io e tanti altri amici ci eravamo sbagliati. Sono stati due anni in cui il PD ci ha sempre rassicurato, ci ha garantito che ciò non sarebbe successo, che il loro impegno avrebbe risolto tutto. Ci siamo illusi, tutto qua!!!
Quando il 14 settembre mi è giunto un messaggio sul cellulare che il Procuratore della Repubblica e il Presidente del Tribunale di Lagonegro stavano forzando con l’aiuto delle forze dell’ordine il cancello del nostro tribunale, quando cioè la politica non poteva più raccontare favole di fantomatiche azioni a supporto della causa che ci avevano millantato fino alle 23.59 del 13 settembre, allora non ho esitato a scrivere la nota e inviarla via fax alla segretaria provinciale con cui presentavo le mie dimissioni irrevocabili e ad effetto dal ricevimento della comunicazione da parte del segretario provinciale e del responsabile dell’organizzazione.

Dopo questa decisione di abbandonare la sua carica di Segretario ciò la porta anche ad allontanarsi dal mondo politico?
Assolutamente no! Con la decisione di sabato, mi sono dimesso dall’incarico che ricoprivo e ho lasciato il partito a cui ero iscritto dal giorno della sua nascita. Al momento credo che non rientrerò più nemmeno tra gli iscritti perché un partito che non tutela gli interessi di coloro che hanno scelto di vivere e lavorare nel Vallo di Diano che anzi sono danneggiati e abbandonati, non può essere scelto per rappresentare me e nemmeno gli abitanti del territorio. Questo però non significa abbandonare il campo dell’impegno politico e sociale che si può portare avanti anche in altre forme oltre quella partitica.

Il Vallo di Diano non attraversa un periodo molto felice, cosa dobbiamo aspettare nei prossimi mesi?
Al momento, non voglio essere pessimista, ma niente di buono! L’economia locale già non vive una situazione florida, figuriamoci quando a quel poco che ci stava, togliamo altri servizi, si rende conto quanti uffici postali chiudono, quanti altri servizi vengono ridimensionati e saranno ridimensionati? Siamo un’area di abbandono e di spopolamento, nei prossimi anni senza una politica nuova con facce nuove ma soprattutto con idee nuove, non avremo scampo!!! Tocca a noi abitanti del Vallo di Diano nei prossimi anni decidere del nostro destino e dimostrare di essere capaci di cambiare rotta, non è facile ma abbiamo il dovere e l’obbligo, soprattutto noi giovani, di provarci per la scelta coraggiosa di vita di rimanere nel nostro territorio.

La questione chiusura del Tribunale di sala Consilina si è conclusa con una sconfitta per il Vallo di Diano, un boccone amaro da digerire, ed ora?
Ed ora bisogna fare autocritica, non dobbiamo prendercela solo con il singolo, con la categoria, con i partiti, con il popolo ecc…, si vince tutti e si perde tutti, abbiamo sbagliato tutti, chi ha il dovere di rappresentare il territorio ha responsabilità evidenti e più grandi, bisogna cambiare rotta per evitare l’abbandono totale e farlo subito.

Secondo lei è stato fatto tutto il possibile per salvare il Tribunale oppure si poteva far altro per impedire la soppressione del Tribunale?
Non so sinceramente come è andata veramente, c’è una grandissima confusione. Sul versante politico non so se in realtà non hanno potuto, non hanno voluto, non hanno fatto o non hanno saputo fare, hanno remato contro, è difficile in questo momento dare la risposta precisa, ci vuole del tempo per capire. Le azioni di protesta poi nei due anni precedenti sono state organizzate male e in maniera approssimativa, non per esclusiva colpa degli organizzatori, si intenda, ma di certe “cose” che hanno girato male o addirittura in senso contrario allo scopo per cui venivano organizzate. Un esempio, basta vedere il numero degli avvocati del foro salese che hanno partecipato a queste iniziative, eravamo sempre pochi. Le azioni di protesta di questi giorni sono state invece tardive al limite dell’inutilità in quanto tutto era deciso, la politica ci ha fregato e abbandonato e alla fine lo straniero ha penetrato il nostro territorio con facilità e scioltezza.

Quali i suoi progetti per il futuro?
Mi prenderò una pausa di riflessione, d’altronde non me lo ha ordinato il medico di fare il segretario del PD, posso fare a meno della politica, non sono un politico-dipendente e non è detto che si abbia bisogno di me. Devo valutare se ho ancora le motivazioni per stare nei partiti e soprattutto con chi fare un percorso insieme per evitare di vagare da soli nel deserto delle idee.

Patricia Luongo




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