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Teggiano: vince la XIX edizione del Palio del Ciuccio la contrada di Prato Perillo


20-08-2013

A vincere il palio 2013 è stata “Ciruzza”, cavalcata dal più piccolo fantino della storia del Palio, Cono Rocco Milano

Si è svolta Domenica sera, a San Marco di Teggiano, richiamando la curiosità di centinaia di persone da tutto il Vallo e zone limitrofe, la XIX edizione del "Palio del Ciuccio" ossia il “Palio delle Contrade”, la Corsa dei Ciucci, giunto ormai alla sua diciannovesima edizione dell’era moderna mentre lo spazio enogastronomico è stato organizzato dal Circolo ACLI “Camminare Insieme” diretto dal dottor Daniele Manzolillo. Il palio è una maratona all’insegna del divertimento e del gusto. Una gara con i “Ciucci” che ogni anno viene rievocata sulle ali di vecchie leggende legate alla storia secolare del comune di Teggiano. Narrano infatti alcuni cronisti che in un tempo lontano un incendio divampò nella cappella in onore di San Marco, ove è custodito un prezioso mosaico romano. I contradaioli di S. Marco allora, per spegnere le fiamme iniziarono una generosa colonna caricando botti d’acqua sui basti degli asini ra “lu cursu”, e così contribuirono a salvare l’immagine sacra del Santo. Secondo altri l’origine del Palio risale al Medioevo quando i Sanseverino, potenti Signori di queste terre giocavano un ruolo di notevole importanza tra le contese dei Principi meridionali. Narrano infatti le cronache del tempo che un incendio divampò nel castello, durante l’assedio di Federico d’Aragona, dodici anni dopo la congiura dei baroni del 1485; per spegnere le fiamme i contradaioli di S. Marco iniziarono una generosa colonna verso la valle ove scorreva “lu cursu” e, caricando botti d’acqua sui basti degli asini, contribuirono a salvare la roccaforte. A seconda della tesi che si predilige avremo che il Parroco o i Sanseverino indirono una sfida al centro della quale vi era una CORSA DI ASINI con in premio l’immagine del Santo. Qualcuno tramanda che all’epoca la zona di San Marco era divisa in 12 rioni, (Angiolelle, San Salvatore, San Paolo, Pozzale, Boccarino, San Raffaele, Castagneto, Buco, S. Giovanni, Due Madonne, Processione, Tempa) e che la gara si correva alla lunga, cioè su un percorso che andava dal centro della Piazza di San Marco sino alla campagna, correndo sul pietrame delle strade sterrate, fangose e sconnesse. Gli asini sono cavalcati e semplicemente incitati a correre da un fante per ogni contrada.
L’abbinamento dei fanti alle contrade avviene rigorosamente per sorteggio. Alla contrada vincitrice va il “MARCUS” del Palio di Teggiano un drappo con l’immagine del leone simbolo di S. Marco che, di anno in anno, passa al borgo vincitore. All'ultimo arrivato lu "fasulu" (fagiolo) che diventa occasione per far festa, l'anno dopo, nella speranza che la sorte lo affidi ad un'altra contrada. A vincere il palio 2013 è stata “Ciruzza”, cavalcata dal più piccolo fantino della storia del Palio, Cono Rocco Milano, per la contrada di “Prato Perillo”, il secondo posto va al Comune di San Rufo con il fantino Marmo Luigi (partecipazione straordinaria) mentre 3° posto sale la contrada di Piedimonte con il fantino Domenico Colombo seguono poi al 4° posto della contrada di Pantano con il fantino Sanseverino Cono, al 5° posto va alla contrada di San Marco con il fantino Morena Cono e all’ultimo c’è (6° posto) la contrada del Centro Storico con il fantino Morena Cono. "Ogni anno il pubblico aumenta sempre di più - hanno detto Daniele Manzolillo - il Palio delle contrade non è solo una corsa ma anche un evento culturale, per non dimenticare le antiche tradizioni e piatti tipici, valorizzare il territorio, fare turismo ma soprattutto ha riconfermato l’importanza che ricopre e far rivivere nel comprensorio, una rivisitazione della nostra tradizione contadina che aggrega le famiglie fornendo loro giornate di puro divertimento e celebra gli asini, umili e grandi lavoratori del passato che aiutavano nei lavori dei campi i nostri contadini".

MICHELE D’ALESSIO
 




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