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Padula: il consigliere Rienzo denuncia alla prefettura l'approvazione di due regolamenti del consiglio


20-08-2013

C’è poca trasparenza e accessibilità degli atti pubblici amministrativi.

Il consigliere comunale di minoranza del comune di Padula il dottor Settimio Rienzo, eletto nel maggio 2011, con la Lista Civica - Padula Libera (candidato a sindaco l’avvocato Dario Mario Tepedino) scrive al Prefetto di Salerno, dottoressa Gerarda Pantalone chiedendo l’annullamento di due regolamenti approvati dal Consiglio Comunale del Comune di Padula.
“ È da tempo che come consigliere comunale mi batto per il rispetto della trasparenza. Questa la mia ultima lettera indirizzata alla Prefettura di Salerno” afferma il giovane consigliere della città natale di Giò Petrosino, sul suo Blog, con il sotto titolo “Quando politica e innovazione si incontrano partoriscono due cose. La trasparenza e la partecipazione”. Ecco i contenuti della lettera
<< Con il decreto legislativo 14 marzo 2013 n.33 sono entrate in vigore le nuove disposizioni per quanto riguarda gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Questa norma istituisce una nuova forma di accesso, non più un “diritto di accesso atti” come lo conosciamo ora, ma un “diritto di accesso civico” che mira ad alimentare il rapporto di fiducia tra cittadini e Pubblica Amministrazione e a promuovere il principio di legalità (e prevenzione della corruzione). In sostanza, tutti i cittadini hanno diritto di chiedere ed ottenere che le Pubbliche Amministrazioni pubblichino atti, documenti ed informazioni che detengono e che, per un qualsiasi motivo, non hanno ancora divulgato.
C’è un preciso nesso tra il livello di trasparenza di una pubblica amministrazione e il suo buon funzionamento. I dati quando pubblici permettono un controllo esterno non manipolabile e un maggior controllo costituisce un deterrente naturale contro forme di cattiva amministrazione. La trasparenza è di fatto una potente arma contro la corruzione. Le informazioni in questione non solo devono essere pubbliche, ma devono esserlo anche in una forma facilmente accessibile per tutti i cittadini e in formati riutilizzabili. Tra le informazioni da rendere totalmente cristalline vi sono ad esempio:i compensi,gli incarichi, le consulenze,i contributi, i premi assegnati al personale, i dati relativi agli enti pubblici vigilati e alle partecipazioni in società di diritto privato.
Fra l’altro dovrebbero essere di pubblico dominio il bilancio di previsione e quello consuntivo di ciascun anno, disponibili in forma sintetica, aggregata e semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche, per assicurarne la piena accessibilità e comprensibilità, accompagnati anche da un “Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio” (già previsto nel decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91), cioè dare una chiara spiegazione ai cittadini su questi “numeri” e indicare quali sono gli obiettivi che l’amministrazione si è prefissata. Si istituisce quindi un nuovo concetto di “trasparenza totale”, collegato direttamente ad un effetto deterrente su possibili forme di cattiva gestione. L’inadempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa o la mancata predisposizione del “Programma triennale per la trasparenza e l’integrità” comporterà vari tipi di sanzioni oltre ad un’eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione. Sul sito del Comune di Padula questi dati non sono presenti. E’ evidente che questo rivela una scarsa attenzione verso il tema della trasparenza. Si percepisce una certa “resistenza” ad aprirsi ai cittadini veri titolari della “cosa pubblica”. Si pubblica solo quello che è strettamente obbligatorio e magari lo si fa anche male. Non si nota una ricerca della trasparenza e neppure la volontà di migliorare la comunicazione dell’istituzione nei confronti dei cittadini; questo porta ad un costante allontanamento delle persone dall’amministrazione. Un’amministrazione che si isola perde il contatto con la realtà e a questo punto non può pretendere poi di essere percepita come rappresentativa. La Giunta Imparato, inoltre, contrariamente a quanto previsto dal decreto legislativo 14 marzo 2013 n.33, ha approvato nel Consiglio Comunale del 29/04/2013 due regolamenti: regolamento del procedimento amministrativo e dell’amministrazione digitale regolamento di accesso agli atti amministrativi
Entrambi i regolamenti sono palesemente obsoleti, prevedono ancora forme di comunicazione come il fax non più utilizzate e di trasmissione di atti attraverso la relata di notifica (altro che amministrazione digitale!!!)
Da sottolineare, infine, il tentativo di limitare l’attività dei consiglieri comunali come all’art.19 del regolamento di accesso agli atti che recita “…Al fine di non gravare eccessivamente la corretta funzionalità delle attività amministrative del Comune, tale diritto potrà essere esercitato, con cadenza settimanale, con l’individuazione, da parte del Sindaco, del giorno per l’accesso e della sala messa a disposizione: l’accesso per la visione dell’atto deve essere esercitato personalmente dal consigliere comunale, mentre la richiesta di accesso e l’invio delle copie potrà essere fatto per fax o per via telematica ( posta ordinaria o PEC, dopo l’eventuale scannerizzazione)” >>
Ora si attende la risposta del sindaco o chi per Lui ….

MICHELE D’ALESSIO

 




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