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Ecomafie: 3 reati l'ora; Pecoraro, ci vuole codice penale


18-06-2006

(ANSA) - ROMA, 15 giu - Tre crimini l'ora contro la natura, per un totale di quasi 23.700 illeciti ambientali accertati in un anno; aumento del 16,5% del traffico dei rifiuti, 22,4 miliardi di euro il business dell'ecomafia nel 2005. E la criminalita' ambientale allunga i tentacoli sul settentrione, il Veneto tra i luoghi privilegiati della rifiuti-connection. Friuli e Trentino le new-entry mentre Campania, Calabria, Sicilia e Puglia mantengono il primato per il cemento illegale. E all'estero la Cina e' la nuova Mecca dei rifiuti illegali e della spazzatura hi-tech. Questa la fotografia scattata da Legambiente nel rapporto annuale sui reati ambientali ''Ecomafia 2006'' presentato a Roma. ''E' arrivato il momento di inserire i delitti ambientali nel codice penale e questa e' la legislatura giusta per farlo'', ha commentato il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, sottolineando che ''l'utilizzo in modo indiscriminato dell' ambiente e' un vero e proprio attentato al territorio''. Occorre quindi ''aiutare le forze dell'ordine ad avere un miglior coordinamento ma anche premiare gli imprenditori e gli enti locali piu' virtuosi''. E sull'argomento interviene il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per il quale, si legge in un messaggio, occorre proseguire il percorso virtuoso avviato da istituzioni e associazionismo ''con l' adozione di politiche ambientali europee e nazionali fondate su azioni condivise''. Un tema, quello delle Ecomafie sul quale c'e' la ''massima attenzione'' anche da chi di criminalita' si occupa quotidianamente. ''Tutti i reati contro l'ambiente diventino finalmente delitti penali, questa legislatura deve essere il compimento di questa battaglia'', ha detto il viceministro dell' Interno, Marco Minniti, secondo il quale ''le ecomafie sono una frontiera sensibile alla quale va prestata la massima attenzione'' e contro le quali ''lo Stato deve mantenere un' iniziativa continua'' con un'azione coordinata e complementare. Rifiuti e cemento i due capitoli caldi dei reati ambientali. ''Quando si parla di abusi edilizi bisognerebbe dire: mai piu' condoni, perche' non si possono sanare le casse dello Stato sfruttando le illegalita''', ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. ''Ormai le ecomafie - ha detto Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - puntano a insediarsi in ogni angolo d'Italia e a svolgere un ruolo centrale anche nei traffici internazionali''. Ecco, capitolo per capitolo, l'emergenza Ecomafia: - REATI: 23.660 eco-delitti accertati nel 2005, quasi 3 ogni ora; 22,4 miliardi di euro il business dell'ecomafia nel 2005 con il coinvolgimento di ben 202 clan (194 nel 2004). Boom degli arresti: 183 nel 2005, circa il 16% in piu' del 2004. - RIFIUTI: +16,5% traffico illecito nel 2005 rispetto al 2004; 18,8 milioni tonnellate rifiuti speciali spariti nel nulla; 4.797 le infrazioni registrate nel 2005, 1.906 i sequestri, 200 in piu' rispetto al precedente rapporto e 5.221 le persone denunciate o arrestate, piu' di 14 al giorno. Alla Puglia il record di illeciti con 597 seguita da Campania (514), Veneto (389) e Sicilia (340). - CEMENTO: 31.000 case abusive nel 2005, 10mila in meno del 2004 ma sequestri in aumento del 27% pari a 1 mld. La flessione dei reati non sembra riguardare le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, dove si concentra il 48,6% di illegalita' cementizia. Prima la Campania con 1.016 reati (il 15,6% del totale nazionale), seguita da Calabria, Sicilia e Puglia. - PARCHI: 2.973 abusi nelle aree protette nel periodo 2003-2005 con un picco nel 2004 (1.123 casi); 150 milioni di euro il valore stimato degli immobili sequestrati. In Campania 722 reati nel parco nazionale del Vesuvio e del Cilento Vallo di Diano. Seguono Sardegna (613 abusi segnalati) e Lazio (167). - ARTE: dalle 1.019 persone denunciate nel 2004 si passa alle 1.361 del 2005, con un incremento del 33% circa. - SPECIE RARE: 7 mld di euro all'anno i traffici clandestini di specie protette che causano l'estinzione di circa 100 specie animali ogni anno. Ogni anno alle dogane italiane il Cfs sequestra cirac 10mila animali vivi. - CINA: la nuova mecca dello smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi italiani ed europei. Le ultime stime Ue parlano di 11 milioni di tonnellate annue di tecno-spazzatura da smaltire. (ANSA). GU



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