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Presentato ieri a Napoli il Dossier Caritas. Don Vincenzo Federico: "Famiglie sempre pił povere e la politica sperpera risorse"


07-02-2013

Per la prima volta sono più gli italiani che i migranti: 56,5% rispetto al 43,2% dell'anno precedente. Stiamo parlando del numero di poveri in Campania. Allarme lanciato da don Vincenzo Federico, responsabile regionale della Caritas, al webgiornale Quasimezzogiorno.it

La Campania è sempre più povera. Dati sconfortanti forniti dal dossier regionale sulle povertà della Caritas, presentato ieri mattina presso il salone arcivescovile, alla presenza del cardinale Sepe e con don Vincenzo Federico, responsabile regionale Caritas. Un dossier che rivela numeri sconcertanti: gli utenti dei centri diocesani di ascolto della Caritas in quattro anni sono raddoppiati: erano 4.712 nel 2008, sono diventati 8.504 nel 2011, e sono aumentati anche rispetto al 2010, che ne aveva fatti registrare 6.925. Una svolta epocale, afferma don Vincenzo Federico al nostro giornale - "per la prima volta sono più gli italiani che i migranti: 56,5% rispetto al 43,2% dell'anno precedente. Solo tre anni prima la percentuale degli italiani si attestava al 38,2%.Ma attenzione- prosegue don Vincenzo - questi numeri non dimostrano che la condizione dei migranti sia migliorata nel tempo. Sono piuttosto le presenze autoctone ad essere cresciute fortemente. In questo quadro disperato sono soprattutto le famiglie a soccombere. Ed infatti a rivolgersi ai centri di ascolto sono soprattutto utenti che vivono in famiglia, già alta lo scorso anno con il 65,6%, la percentuale ha raggiunto attualmente il 71,5%". I problemi principali delle famiglie sono di natura economica (60,3% per gli italiani, 44,3% per i migranti) e occupazionale (38,6% e 35,8%). Lavoro, beni e servizi materiali, nonché sussidi economici sono le richieste principali. Gli italiani privilegiano i sussidi (35,3%), i migranti il lavoro (41,2%). Gli indicatori socio-economici regionali dimostrano chiaramente le ragioni di quanto sta accadendo. In Campania vi è stata una crescita economica negativa, che ormai si protrae da tempo. Anche nel 2011 la variazione del Pil rispetto all'anno precedente è risultata negativa (-0,6), 16.488 pro capite. È la percentuale più bassa d'Italia, soltanto il 63,4% della media nazionale."La Campania è all'ultimo posto anche per tasso di occupazione (39,4%), disoccupazione giovanile (44,4%), tasso di giovani che non lavorano, non studiano o non si formano (38,8%). Tra il 2011 e il 2012 sono stati persi altri 12.000 posti di lavoro, aggiunti ai 200.000 degli anni precedenti. La politica parli di questo e non di altro" conclude don Vincenzo Federico.

tratto da: www.quasimezzogiorno.it




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