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Salerno: 40mila poveri secondo il dossier presentato dalla Caritas


19-11-2012

Sono circa 40mila le persone povere che hanno chiesto aiuto alla Caritas Diocesana di Salerno-Campagna-Acerno perché in stato di bisogno. Il dato è contenuto nel Dossier Statistico Povertà e Risorse 2012, presentato da don Marco Russo, direttore della Caritas, nel corso di una conferenza stampa a cui è intervenuto l’arcivescovo monsignor Luigi Moretti.

Il Dossier è stato realizzato tenendo conto dell’attività e dei dati forniti da 18 Centri di Ascolto dell’Arcidiocesi e di 8 Opere Segno su un territorio che sconfina in Irpinia e che conta complessivamente oltre 500mila abitanti.

La Caritas fornisce aiuti con il suo banco alimentare e con una serie di servizi compreso il prestito della speranza di 500 euro al mese concesso nell’ultimo anno ad un centinaio di famiglie.

"Nella Diocesi sono presenti una cinquantina tra Caritas parrocchiali e Centri di ascolto: nel 2011, a tali strutture si sono rivolte 9081 persone. Si riscontra una leggera prevalenza delle donne, pari al 54% tra gli utenti, ma la presenza maschile è salita al 46%". Gli stranieri, intanto, costituiscono il 51% dell'utenza totale contro il 49% di italiani.

"Mentre per gli stranieri la fascia più numerosa è la fascia 18-40 anni ( 1822 persone) per gli italiani la fascia presente più numerosa è dai 40 in su (2374 persone) - continua la Troccoli - Da notare anche l'aumento della fascia della terza età che in tre anni si è triplicata (224 unità del 2009, 404 del 2010 fino a 703 del 2011 )".

Altro dato preoccupante, quello secondo cui gli occupati che fanno ricorso alle strutture Caritas risultano in numero maggiore rispetto ai disoccupati. "Le richieste espresse sono così distribuite: 70% necessità primarie (pacco viveri, vestiario, sostegno economico) ,7% lavoro, 3% medico-farmaceutica, 3% casa , 3% assistenza legale per immigrati ", ha concluso la responsabile.

L’osservazione dei dati delle utenze permette di osservare: La conferma che la famiglia e gli immigrati sono i soggetti più esposti al rischio povertà rispetto ad altre realtà territoriali italiane.

Per gli immigrati, la crisi è stata più dura in quanto più vulnerabili e presenti in settori in cui è maggiore la diffusione di lavoro irregolare e nero. La stanzialità della loro posizione ci interroga anche sulle politiche di inclusione e integrazione. Le famiglie si trovano in condizioni di maggiore disagio sociale a causa di redditi inferiori che spesso conducono a condizioni di povertà assoluta, cioè al di sotto del livello di sussistenza. Questi rischi risultano maggiori per le famiglie con figli.

L’emersione delle cosiddette “nuove povertà”, come ci mostrano i dati relativi alla maggiore concentrazione di utenti in età lavorativa e la presenza di utenti occupati, ma che si trovano in condizioni di precarietà economica dovuta sia a forme di lavoro irregolare sia a retribuzioni insufficienti.

La presenza di un alto numero in percentuale di over 60 fa emergere il fenomeno già presente a livello regionale e cioè che la pensione spesso è un ammortizzatore sociale, ma non sufficiente.

Va anche notata l’alta incidenza di utenti che non hanno risorse formative che possano permettere loro di migliorare la propria condizione lavorativa.

CLICCA QUI PER IL DOSSIER CARITAS

tratto da: www.salernonotizie.it




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