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Consorzio Bacino SA3: il TAR ne riaffida la gestione al commissario Siano


24-10-2012

IL TAR RIPRISTINA LA LEGITTIMITA’ NEL CONSORZIO RIFIUTI BACINO SA3
LA GESTIONE RITORNA AD ESSERE IN CAPO AL COMMISSARIO LIQUIDATORE NOMINATO DALLA PROVINCIA DI SALERNO


Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater) ripristina la legittimità in seno al Consorzio Rifiuti Bacino Sa3 accogliendo le ragioni del Commissario Liquidatore, Giovanni Siano, che, nominato dalla Provincia di Salerno, non ha potuto esercitare appieno le proprie funzioni per gli impedimenti posti in essere dalla vecchia gestione dello stesso ente consortile.
Il TAR si è, infatti, pronunciato contro le istanze della Ergon Spa ed il Consorzio Centro Sportivo Meridionale Bacino Salerno 3, con sede a San Rufo.
I giudici amministrativi hanno sentenziato, tra l’altro, l’annullamento della delibera n. 115, del 22/12/ 2010, con la quale il CdA del Consorzio Centro Sportivo Meridionale Bacino Salerno 3 dava il via libera alla cessione all’Ergon Spa del ramo rifiuti di azienda dello stesso Consorzio.
In pratica, la sentenza del TAR ha riallineato la situazione giuridico-amministrativa del Consorzio Rifiuti Bacino Sa3 a quella degli altri consorzi campani, legittimando così la gestione liquidatoria affidata ex lege all’Ente Provincia di Salerno.
Questi, intanto, i fatti. Il Consorzio Centro Sportivo Meridionale Bacino Salerno3 il 29/12/2010 aveva ceduto con atto notarile (evidentemente in maniera illegittima) il ramo d’azienda dei rifiuti alla sua partecipata Ergon Spa. In tale contesto, tra l’altro, i dipendenti del Consorzio Sa3 passarono, loro malgrado e da un giorno all’altro, dallo status giuridico di dipendenti di un ente pubblico a quello di dipendenti di un’azienda privata, la Ergon Spa, appunto.
Insomma, con la cessione del ramo d’azienda, il CdA del Consorzio Sa3 aveva tentato di continuare a controllare, tramite Ergon Spa, la gestione del ciclo integrato dei rifiuti di 45 comuni (del Vallo di Diano, Golfo di Policastro e parte degli Alburni e della Bassa Valle del Tanagro) piuttosto che cederla al Commissario Liquidatore, Giovanni Siano, nominato dalla Provincia di Salerno.
“La sentenza del TAR –sottolinea Siano – ha ripristinato la legalità nel Consorzio Sa3. Per la cocciutaggine e la tracotanza dei componenti del CdA del Consorzio, per due anni, abbiamo assistito ad un enorme spreco di denaro pubblico sborsato tra consulenze e spese legali. Una vicenda assurda e difficile da raccontare, vissuta all’insegna di dispetti, di atti illegittimi, di strategie legali e di tentativi di trasformare una vicenda giuridica in una vicenda politica. Oggi la magistratura amministrativa ha posto finalmente fine ad una vecchia e malsana abitudine di gestire la cosa pubblica. Ora attendiamo che in merito si pronunci anche la giustizia ordinaria”.
Il Commissario Siano si riferisce ad altre vicende giudiziarie, ancora in corso, sempre inerenti delibere ed atti posti in essere da Ergon Spa. In particolare c’è da evidenziare che lo stesso Siano, oltre ad essere Commissario Liquidatore, è anche custode giudiziario del ramo d’azienda alienato dal Consorzio di Bacino Sa3 alla Ergon S.p.A., ruolo assunto a seguito dell’ordinanza di sequestro giudiziario emessa dal Tribunale Civile di Salerno il16.09.2011.
“I vertici aziendali di Ergon, nonostante l’ordinanza della magistratura, mi hanno sempre impedito di esercitare le mie funzioni di custode giudiziario, anzi, a tutt’oggi, gli stessi vertici aziendali cercano di compiere atti, a dir poco, anomali, come ad esempio, il tentativo di messa in liquidazione della società”, conclude Siano.
La vicenda della cessione del ramo d’azienda, dal 2010 ad oggi, è stata vissuta in maniera alquanto
angosciosa e con momenti di alta tensione soprattutto da parte dei dipendenti ai quali, soltanto per fare un esempio, Ergon Spa, nel corso di alcune giornate di sciopero, ha addebitato il costo della vigilanza privata notturna riguardante la sede della società. E momenti di tensione si sono vissuti con l’occupazione, per ben due volte, nell’estate del 2011, della sede operativa pollese di Ergon Spa. In quell’occasione due operatrici ecologiche si incatenarono sul tetto del capannone della Ergon rivendicando diverse spettanze stipendiali arretrate. Con la sentenza del TAR si pone termine, quindi, ad uno stato di illegittimità, anche se, purtroppo, permane la situazione di precarietà dei dipendenti del Consorzio Sa3 e di Ergon Spa.
 




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