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Il vescovo Spinillo: pietà, ma anche fermezza


15-05-2006

Teggiano. La notizia del presunto coinvolgimento di un poliziotto di Sala Consilina in una vicenda legata ad abusi sessuali nei confronti di ragazzine, il Vescovo della diocesi di Teggiano Policastro mons. Angelo Spinillo l'ha appresa ieri mattina. «Non conosco nei dettagli la vicenda che han condotto all'arresto del poliziotto- dice monsignor Angelo Spinillo - quindi, sul fatto specifico, non posso esprimere nessun giudizio. Sono convinto che la magistratura farà al più presto il suo corso e che possa lavorare in serenità. Quello che invece è importante è condannare, in generale, e senza appello, ogni violenza che viene esercitata contro i più deboli da parte di chicchessia. Se poi la violenza viene esercitata nei confronti dei bambini, allora la condanna è ancora più totale, perché si rischia di creare danni enormi al processo di crescita in persone in formazione, che potrebbero minarne per sempre la personalità» È profondamente preoccupato il Vescovo Spinillo, e non fa nulla per nasconderlo. Tre anni fa, in occasione di un reato analogo che si registrò nel Vallo di Diano e che vide come vittime due ragazzine di 8 e 10 anni, su cui venivano sistematicamente registrati degli abusi da parte di un cinquantenne di Caggiano, come dimostrarono i giudici anche nel terzo grado di giudizio, la condanna del Vescovo fu durissima. «Certamente - continua Mons. Spinillo, e non poteva essere diversamente - di fronte a fatti acclarati completamente dalla magistratura non si può non prendere posizione e condannare con quanta più voce si ha in gola reati così infamanti. Come uomo di Chiesa, ma anche come cittadino di questo mondo, non posso che indignarmi di fronte a notizie del genere che, in un modo o nell'altro, ci richiamano alle nostre responsabilità. Non è possibile, insomma, che fatti del genere possano verificarsi per mesi e mesi, addirittura per anni, senza accorgerci di nulla, quasi tra l'indifferenza di tutti. E' questo- continua il vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro- quello che più mi fa male. Sapere che nella nostra società si registrano solitudini così forti, momenti di abbandono così totale, sintomi di abbrutimento così violenti, non possono farci stare bene e devono tutti noi indurci a vivere diversamente il nostro rapporto con gli altri. Certamente- conclude Mons. Spinillo- anche la chiesa deve fare la sua parte e porsi maggiormente in posizione di ascolto nei confronti del prossimo ed impegnarsi maggiormente a difendere i valori cristiani che devono necessariamente stare alla base del nostro vivere quotidiano». ro.co.

tatto da: www.ilmattino.it




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