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Replica del Consac agli ultimi fatti riportati dal Codacons Vallo di Diano


10-08-2012

"Un’altra trovata del Codacons Vallo di Diano"
Questa ennesima trovata di De Luca si caratterizza, come sempre, per la non corretta esposizione di fatti e per come mette insieme elementi che tra loro non hanno alcuna relazione, pur di giustificare le sue fantasiose costruzioni.
Le “indagini” condotte dal simpatico Montalbano “scattano” dalla bolletta di un utente di Vallo della Lucania il cui esoso importo di € 3.875,22 viene dal De Luca del tutto impropriamente associato ad un aumento tariffario.
Da qui “l’indagine” che porta a dichiarare “pazza” la bolletta e ad affermare che Consac ha applicato l’aumento tariffario dell’ottobre 2011 con oltre un anno di anticipo.
In primo luogo, possiamo affermare, senza tema di smentita, che nessuna bolletta “pazza” può essere emessa perché la bollettazione è assoggettata a controlli e verifiche che evidenziano gli importi non congrui.
Il caso rappresentato, che conosciamo bene, ha infatti mostrato, fin dalla lettura del misuratore, avvenuta circa due mesi prima dell’emissione della fattura, consumi anomali di cui l’Utente è stato prontamente informato con lettera del 7.9.2011, ancorché questo adempimento non fosse contrattualmente previsto a carico del gestore.
Ciò nonostante, alla richiesta formale di verifica di funzionalità del contatore avanzata dall’Utente non si è potuto dare corso perché egli non ha mai risposto alle n. 6 telefonate, effettuate in giorni diversi, al numero telefonico fornito.
L’esito infruttuoso è stato regolarmente comunicato all’Utente a chiusura del reclamo formale.
Ciò nonostante, a distanza di mesi, a seguito di colloqui avuti con l’Utente, è stato possibile controllare la funzionalità del contatore che è risultata regolare.
A questo punto l’Utente, deciso a non pagare quanto consumato, riteniamo per una perdita, ha pensato bene di rivolgersi al Codacons per trovare tutela e far dichiarare “pazza” la bolletta.
Ci dispiace non poco che l’Utente abbia avuto un guasto alla propria condotta idrica, ma anche nell’ultima bolletta e nella precedente abbiamo avvisato i nostri Utenti di tenere sotto controllo l’impianto interno e di verificare eventuali perdite e comunque di chiudere la chiave generale allorquando l’abitazione non è presidiata, proprio per evitare queste spiacevoli sorprese e per non sprecare una così preziosa risorsa.
Il secondo argomento trattato dal De Luca riguarda l’applicazione retroattiva di aumenti tariffari che egli ritiene non applicabili citando a sostegno una norma che però si riferisce ai tributi e non alle tariffe. La differenza sarebbe in ogni caso sostanziale.
Ogni aumento tariffario disposto dagli organi competenti ha una sua decorrenza.
L’Ato ha approvato la prima tariffa con il metodo normalizzato con decorrenza 24 ottobre 2011.
Precedenti aumenti tariffari di competenza della Camera di Commercio sono stati approvati con decorrenza dal 1° luglio 2005, 26 marzo e 1° luglio 2009 e infine 1° luglio 2010.
Ebbene ciascun aumento è stato applicato alle rispettive date di decorrenza, senza alcuna retroattività.
Riteniamo che il De Luca debba rivedere i suoi calcoli che, a quanto abbiamo verificato, non sono esenti da errori quando paragona l’attuale sistema tariffario con vecchi sistemi caratterizzati dall’applicazione del minimo impegnato, vietato dal 2005 ed ancora applicato in molte realtà, senza che il Codacons apra bocca.
Approfittiamo anche per chiarire un’ulteriore questione prospettata dal De Luca il quale ritiene che una mancata o tardiva lettura possa dar luogo ad aumenti della bolletta.
E’ abbastanza agevole capire che non è possibile effettuare le letture esattamente al 365° giorno successivo a quello in cui ha avuto luogo la precedente lettura.
E’ altrettanto agevole capire che molte volte la lettura non viene acquisita perché l’Utente non presidia l’abitazione. In questo caso i nostri letturisti documentano lo stato di fatto attraverso foto e registrazione del giorno e dell’ora in cui sono passati. Questi dati vengono poi inseriti in bolletta e l’Utente viene invitato a fornire la lettura o a rendersi disponibile.
Qualora la lettura non venga acquisita continuano ad essere emesse fatture in acconto fino a quando la lettura non è rilevata, ed il conguaglio che consegue tiene conto esattamente dei giorni intercorsi tra una lettura effettiva ed un’altra. Questo metodo detto del pro/die garantisce che il costo della bolletta sia praticamente lo stesso.
Non ci pare poi il caso di fare assurgere a verità divina una sentenza del Giudice di Pace, da noi nemmeno opposta, visto che si assiste quotidianamente ad annullamenti di pronunce anche di giurisdizioni superiori.
Strano poi che il Codacons compaia solamente quando c’è una sentenza che dà torto a Consac, naturalmente solo dopo la sentenza si dichiara patrocinante e quando capita il contrario, Codacons non c’è mai.
Riteniamo che eventuali vertenze possono essere risolte ancora prima di essere instaurate, attraverso una regolamentazione chiara e rispettosa dei doveri e dei diritti dell’Utente e del Gestore. Questo è il lavoro dell’Ente di Ambito che ha riunito varie associazioni di consumatori ad un tavolo al quale Codacons Vallo di Diano continua a non sedersi, pur essendo puntualmente invitato.
Da parte nostra respingiamo il metodo ed i contenuti utilizzati dal De Luca volti solamente a discreditare l’azione di Consac e, nel contempo, invitiamo i nostri Utenti a rivolgersi con fiducia ai nostri uffici per qualunque loro esigenza informativa.

Sergio Caputo
direttore generale Consac

tratto da: www.giornaledelcilento.it




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