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Strada nel Parco: Corte di Appello Salerno assolve gli imputati. Codacons: "aspettiamo le motivazioni della sentenza"


26-07-2012

Abbiamo avuto notizia della sentenza della Corte d’Appello di Salerno del 20 luglio 2012 che riforma la precedente sentenza emessa dal Tribunale di Sala Consilina dell’8 giugno 2010 nell’ambito del processo sulla strada aperta con i bulldozer cingolati a 1100 metri sul livello del mare nel cuore del Parco Nazionale del Cilento , Vallo di Diano e Alburni, in piena zona 1 e zona SIC in suolo demaniale nel territorio di Monte San Giacomo.

Ricordiamo che questo processo penale ha visto come imputati il committente, il progettista e direttore dei lavori, e il legale rappresentante della ditta esecutrice degli stessi lavori, che aveva, in quel periodo, cantieri aperti anche sulla SA-RC. Nella sentenza di primo grado il committente era stato condannato a cinque mesi di arresto, a un’ammenda di 12.000 Eur, al pagamento delle spese legali per le parti civili (CODACONS e Comitato 18 Agosto di Monte San Giacomo) ed al risarcimento del danno. La stessa condanna era stata comminata al direttore dei lavori, mentre il legale rappresentante della ditta costruttrice era stato assolto. In appello le due persone condannate in primo grado sono state assolte. Come associazione siamo rispettosi delle sentenze. Tuttavia, per poter esprimere un nostro parere aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza.

Nel prossimo anno sarà all’attenzione della Corte di Appello di Salerno anche un secondo procedimento, in molti versi collegato al primo, su capi di imputazione che non contemplano solo reati ambientali, ma anche il falso ideologico. Questo secondo processo riguarda la vicenda dei manufatti costruiti poco distanti dalla strada aperta nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. In questo procedimento gli imputati sono il committente e il progettista (entrambi assolti per la questione della strada), l’attuale vice-sindaco di Monte San Giacomo e vari membri della Commissione Edilizia. In primo grado il committente è stato condannato a quattro anni di reclusione, l’attuale vice-sindaco a tre anni, il progettista a due anni e tre mesi, due membri della commissione a tre anni, un terzo a due anni e tre mesi. Tutti i suddetti sono stati poi condannati al pagamento delle spese processuali e a quelle sostenute per la costituzione di parte civile e al risarcimento del danno, da stabilirsi in separata sede. Infine, il committente, il progettista e l’attuale vice-sindaco del Comune di Monte San Giacomo e i primi due membri della Commissione Edilizia sono stati interdetti dai pubblici uffici per la durata di cinque anni, mentre il terzo membro è stato interdetto dai pubblici uffici per due anni e tre mesi. Il Tribunale di Sala Consilina ha ordinato il dissequestro dei beni e “la rimessione in pristino dello stato dei luoghi”.

Il Responsabile della sede Codacons
Dott. Roberto De Luca
 




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