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Petina: scoperta piantagione di droga coltivata il alta quota


10-09-2004

di Salvatore Medici

Petina. Operazione antidroga da parte della compagnia dei carabinieri di Sala Consilina. Una vasta piantagione di canapa indiana è stata sequestrata sulle montagne di Petina, all'interno del territorio del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. L'intervento è stato possibile grazie a una attenta ricognizione aerea che si è svolta nei giorni scorsi, sulle montagne del comune montano degli Alburni, costituite per lo più da una fitta vegetazione. Un volo di due ore, tuttavia, nonostante la difficoltà visiva, ha permesso di fotografare dall'alto la zona e in di individuare un'area di circa un ettaro interessata da parti di terreno bruciate e altre coltivate. Le foto, una volta al vaglio degli esperti dei carabinieri, hanno permesso di individuare le grandi piante di canapa alte circa due metri e rigogliose, al pieno della produzione. I militari della compagnia salese si sono quindi portati sul posto. Qui i hanno sequestrato ben 198 piante - immediatamente estirpate dal suolo - per un peso complessivo di 67 chilogrammi. Il valore economico della piantagione è di rilevante entità: se la sostanza stupefacente fosse stata trattata e rivenduta al dettaglio, il ricavato per chi aveva messo in piedi la coltivazione sarebbe stato di diverse migliaia di euro. Una perdita consistente, dunque, per i coltivatori che dalle prime indagini sarebbero giovani del posto sulle cui tracce i carabinieri sono già da tempo. Questi ragazzi dal pollice verde, del resto, proprio al fine di preparare la piantagione al meglio avevano prima bruciato il terreno interessato, per poi piantare la canapa in un'area di circa cinquecento metri quadri. L'operazione e la cura della piantagione ha quindi necessitato di molto tempo e attenzione, segno che chi se ne prendeva cura sapeva esattamente come agire. Fortunatamente, grazie all'operazione, i chilogrammi di droga leggera che sarebbero stati ricavati dal raccolto e dall'essiccazione delle foglie non potranno più essere immessi sul mercato. Le indagini quindi continuano per individuare i presunti colpevoli. Resta il fatto che il fenomeno è presente sul territorio e che già un paio di mesi fa fu sequestrata un'altra piantagione nel territorio di Sala Consilina. In questo ultimo caso preoccupa il fatto che la piantagione è stata ritrovata in un'area protetta che piuttosto dovrebbe essere salvaguardata e monitorata dagli organi competenti in maniera più intensa.
Fonte: La Citta di Salerno



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