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LA CELLA DEL PRIORE


LA CELLA DEL PRIORE  

Ogni certosa è retta da un priore eletto, di solito, a scrutinio segreto dai suoi confratelli per occuparsi dei diversi uffici spirituali e temporali: dà l'estrema unzione ai malati, veglia sul progresso spirituale dei certosini, tiene capitolo nei giorni di festa e, come rappresentante della casa, riceve gli ospiti di riguardo ed accoglie gli artisti che giungono in sede per realizzare le opere ordinate dai monaci. A Padula, la sua autorità varcava le soglie dello stesso monastero: egli, infatti, non potendolo fare di persona, era costretto a nominare un capitano per amministrare la giustizia civile e penale sui territori cadenti sotto la giurisdizione della Certosa. Il i priore, mediatore della vita claustrale e della vita comunitaria, dava conto di tutto il suo operato ogni due anni al Capitolo generale, l'assemblea di tutti i priori che si teneva nella Grande Chartreuse, presso Grenoble.

Alla "cella" dei priore si giunge dopo aver superato un portone che separa la zona delle celle dei padri da tutti gli ambienti sinora descritti. Quel portone rimaneva sempre chiuso e l'unico a poterlo varcare con una certa libertà era proprio il priore. La sua non è in verità una cella come il termine può fare immaginare: si tratta, invece, di un appartamento residenziale di ben dieci stanze, con in più vari locali di servizio, l'archivio, l'accesso diretto alla biblioteca ' un bel giardino con loggia affrescata e la cappella privata. Quest'ultima, dedicata al patrono di Padula, San Michele Arcangelo, presenta all'interno una decorazione a stucco dorato con, sulle pareti, quattro dipinti ad olio rappresentanti alcuni episodi della vita dei Santo, di epoca settecentesca. Sull’altare in marmi policromi, è posta la statua lignea seicentesca dell'Arcangelo. Accanto alla cappella si apre la loggia affrescata che conduce ai giardino, che taglia trasversalmente le celle dei novizi permettendo l'accesso ai priore e, quindi, il controllo sulla loro vita di preghiera. Le scene dipinte da Francesco De Martino da Buonabitacoio (in questo caso paesaggi marini) richiamano molto da vicino le pitture che decorano la loggia della Foresteria.  




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