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IL GRANDE GIARDINO DELLA CLAUSURA


IL GRANDE GIARDINO DELLA CLAUSURA  

L'aspetto attuale dei giardino non corrisponde che in minima parte alla sistemazione settecentesca, soprattutto a causa degli interventi effettuati durante le due guerre mondiali per la costruzione dei ricove­ri dei prigionieri. D'altro canto negli anni Cinquanta l'Amministrazione provinciale tentò una sistemazione dei "parco" con la creazione di alcuni viali a siepi sul modello dei giardino all'italiana, creando, altresì, un vivaio per la crescita in loco delle piante da mettere a dimora nello stesso e realizzando un viale di cipressi. Studi recenti hanno permesso di ipotizzare una diversa sistemazione funzionale dello spazio dei grande giardino (il "desertum", confine invalicabile tra la vita spirituale

della clausura e il mondo esterno). Lungo il muro di cinta, infatti, sono stati rinvenuti e restaurati i fondali muniti di sedili che chiudevano un sistema di viali tra loro ortogonali percorsi dai monaci nella preghiera. Tali viali andavano a formare una serie di grandi aree rettangolari, che per dimensioni e forma si avvicinano a quelle dei chiostro grande. Certo è che un viale parte dal cancello dei giardino del Priore, un altro giunge allo scalone, un altro ancora raggiunge la piccola cappella dedicata a San Rocco, le cui decorazioni a stucco sono datate al 1801, mentre quello "dei cipressi" ne costituisce l'asse principale. Il grande giardino della clausura presentava in origine, nella zona in lieve pendio che si sviluppa verso Padula dopo lo scalone ellittico, un uliveto.

Accanto a quest'area oggi coltivata a foraggere si possono ammirare i resti di un viale acciottolato di collegamento con la Cappella della Maddalena, costruita a ridosso dei muro di cinta, e i piloni dell'antico acquedotto che portava l'acqua al mulino e ai frantoio.

San Brunone - Certosa di PadulaIl "desertum", infine, si collegava con un vialone rettilineo acciot­tolato al monumento settecentesco di San Brunone, in località Vascella, realizzando un asse prospettico di grande suggestione che, attraverso i portoni dell'ingresso e della clausura e un braccio del chiostro grande, si concludeva nello scalone ellittico.  

 (tratto dal libro "Padula prima e durante la Certosa" a cura dell'Associazione Amici del Cassero)




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